Scade l’immunità parlamentare: arrestato Alberto Tedesco. La Procura impugna l’assoluzione di Vendola

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BARI  –  Il Senato aveva respinto il suo arresto due volte. Ma ora, con l’insediamento delle nuove Camere, non gode più dell’immunità parlamentare. L’ex Assessore alla Sanità della giunta Vendola Alberto Tedesco è stato arrestato ed è ai domiciliari. Appena decaduto il suo mandato da Senatore,i Carabinieri di Bari gli hanno notificato le due ordinanze di custodia cautelare che dal 2011 pendevano sulla sua testa.

Le accuse:  associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso e turbativa d’asta. L’ex PD, poi passato nel Gruppo Misto, è accusato  di aver favorito un ‘organizzazione criminale nell’assegnazione di appalti e nel conferimento di nomine nel comparto sanitario pugliese.

I fatti si sarebbero verificati tra il 2005 ed il 2009.

Si ipotizza l’esistenza di una vera e propria ‘cupola’ che teneva i fili della gestione della sanità pugliese, ”una rete – si legge nell’ordinanza – che era in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari ed economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso Tedesco in occasione delle competizioni elettorali”.

La prima ordinanza, datata febbraio 2011, non contemplava il reato di associazione a delinquere, poi subentrato nella seconda ordinanza ad agosto dello stesso anno, quando il Tribunale del Riesame di Bari accolse l’appello dei PM e la Cassazione confermò la misura cautelare. I Giudici del Riesame riportarono una conversazione registrata nell’ufficio dell’allora Assessore Tedesco il 21 novembre 2008: un uomo dall’accento leccese (rimasto non identificato) “declamava a Tedesco quello che può essere definito lo statuto dell’associazione per delinquere – scrivevano i Giudici- teorizzando che attraverso nomine di persone di propria fiducia nelle istituzioni pubbliche, perpetuando di fatto una politica di occupazione delle poltrone, sarebbe stato garantito un bacino di voti idoneo ad assicurarsi la prossima campagna elettorale”.

E oltre alle nomine e ai presunti concorsi truccati, vengono contestati dall’accusa cinque appalti milionari, banditi dalle ASL di Bari e Lecce. Per entrambe le ordinanze di custodia cautelare, Palazzo Madama respinse la richiesta di autorizzazione a procedere. Tedesco si dimise dalla giunta Vendola a febbraio 2009 e, nel giugno 2011, dopo le richieste di arresto, passo nel Gruppo Misto.

Il 4 febbraio scorso è stato rinviato a giudizio insieme ad altre 18 persone, tra le quali l’ex direttore generale della asl di bari lea cosentino.

Solo tre giorni fa la difesa di Tedesco ha depositato al Tribunale di Bari un’istanza di revoca della misura cautelare. Gli inquirenti stabiliranno se le esigenze cautelari sono cessate.

L’inchiesta era coordinata fino a qualche mese fa dai PM Desirè Digeronimo e Francesco Bretone, che a dicembre scorso hanno chiesto di non trattare più i fascicoli sulla sanità pugliese, a seguito delle polemiche che li hanno coinvolti dopo l’assoluzione del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in un altro procedimento sulla sanità, quello per la nomina di un Primario dell’Ospedale ‘S. Paolo’. I due magistrati presentarono un esposto nel quale rilevavano l’amicizia tra la sorella di Vendola ed il GUP che lo ha assolto Susanna De Felice. Assoluzione impugnata nelle scorse ore dal Procuratore Aggiunto Lino Giorgio Bruno.

L’interrogatorio di garanzia di Tedesco si terrà entro 10 gg. davanti al GIP di Bari Antonio Diella. Il processo si aprirà il 6 maggio davanti ai Giudici della I Sezione collegiale del Tribunale di Bari. Le posizioni di altri 14 imputati, che hanno chiesto di essere processati con rito abbreviato, saranno invece discusse il 10 e il 24 aprile.