Il rimpasto di Vendola allunga l’agonia della Puglia, dimenticando come sempre il Salento

Paolo Pagliaro

L’esito nefasto delle elezioni politiche per SEL e l’intera Sinistra ha convinto Nichi Vendola a ricordarsi della Puglia, ma, tanto per cambiare, a dimenticarsi ancora una volta del Salento. La nuova giunta regionale, di salentino ha davvero ben poco, pur essendo il Salento quasi la metà del territorio regionale.

Solo tre esponenti. Niente più vicepresidenza e Vendola estrae dal suo cilindro due nuovi assessori esterni semi-sconosciuti.

Alla provincia di Lecce resta soltanto Loredana Capone. Una rappresentanza per nulla in linea con la dignità di un territorio che vuole e deve contare di più.

Per noi, però, non è solo una questione di rappresentanza geografica, ma piuttosto di coerenza politica e di qualità amministrativa.

Sulla prima, Vendola rinnega tutto il repertorio di critiche e offese fatte a Monti e ai montiani. Sulla seconda, appare proprio difficile che basti un semplice rimpasto della giunta, a fronte di numerose richieste di azzeramento, per dare slancio a una regione incartata, a un sistema economico moribondo e a una politica della sanità pubblica disastrosa.

Non è con i colpi di teatro che si può aiutare il territorio a venir fuori dalla crisi che lo soffoca.

La scelta migliore per Vendola e per i cittadini sarebbe stata quella di lasciare e cambiare aria, anzichè insistere in una politica fallimentare.

Ma la verità è che alla Sinistra interessa solo poter conservare quel minimo di potere ancora rimasto, prima che il vento nuovo spazzi via tutto e che il Presidente della Regione Vendola resti solo un brutto ricordo per tutti i pugliesi.

Paolo Pagliaro

Coordinatore Regionale MIR Puglia