Crisi ‘Tandoi’, spunta l’ipotesi Scarlino

Pastificio 'Tandoi'

CORIGLIANO D’OTRANTO (LE)  –   Sarà pasta ai wurstel? Forse. A voler rilevare il Pastificio ‘Tandoi’ di Corigliano d’Otranto si sarebbe presentata, infatti, proprio la famiglia Scarlino di Taurisano. La trattativa sarebbe ancora in fase embrionale, ma, pare certo, c’è.

D’altronde, voci insistenti riferiscono da giorni di un interessamento da parte di un imprenditore locale del settore agroalimentare.

Pochi dubbi sull’identikit dell’azienda che si sarebbe già seduta al tavolo con i fratelli di Corato, Filippo e Adalberto Tandoi, titolari di due marchi storici della filiera del grano duro, ‘Pedone’ e ‘Ambra’, presenti soprattutto sui mercati del sud, isole e nord-est.

Non c’è ancora una conferma ufficiale. La risposta dataci, però, dall’imprenditore Antonio Scarlino non smentisce la notizia e anzi, implicitamente la avalla: “Se anche ci fosse – ha detto sorridendo Scarlino – la trattativa rimane riservata e, pertanto, non potrei parlarne ora”.

Il gruppo del basso Salento, dunque, potrebbe essere il nuovo salvagente a cui potrebbero aggrapparsi i 37 lavoratori, per cui  proprio nelle scorse ore, è stato raggiunto l’accordo in Provincia per ricevere la cassa integrazione straordinaria fino al 3 febbraio 2014. Un anno di ammortizzatori sociali, con la speranza di ritornare nello stabilimento sulla Maglie-Lecce anche prima.

Le aspettative degli operai erano andate in frantumi prima con il ritiro delle commesse da parte dei due maggiori committenti, ‘Barilla‘ ed ‘Eurospin’, terremoto che ha annunciato le ripercussioni sul personale. Poi, con la chiusura, negativa, dell’accordo con laCereal T’, la società appositamente creata dal Patron del Lecce Savino Tesoro.

Si era ad un passo dall’affitto del ramo di azienda, formula che avrebbe consentito a Tesoro di rilevare soltanto quel Pastificio, ma poi non s’è trovato la quadra sul prezzo e lo stabilimento è rimasto al palo. Adesso, per quanto sia ancora presto, inizia ad aprirsi un nuovo spiraglio.