Maxi sequestro fotovoltaico a S.Pietro Vernotico, il NOE spegne gli impianti

NOE

S.PIETRO VERNOTICO (BR)  –   Impianti fotovoltaici disposti ad incastro, come un tetris, per sfuggire alle maglie strette delle Autorizzazioni Uniche e passare al vaglio più largo delle DIA, Dichiarazione di Inizio Attività.

E’ la solita storia, che ha portato ad un’ennesimo maxi sequestro, da ben 25 milioni di euro, di quattro impianti fotovoltaici a San Pietro Vernotico che – novità assoluta – sono stati spenti dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, su disposizione della Procura di Brindisi, cioè del GIP Licci su richiesta del PM  Ghizzardi.

L’operazione è testimoniata da un video amatoriale, nel quale i Carabinieri del NOE appongono i sigilli ad un parco fotovoltaico esteso su di una superficie di circa 50.000 metri quadrati,  costituito da 4 impianti contigui di produzione di energia elettrica, ciascuno di potenza inferiore ad 1 megawatt.

Formalmente i 4 impianti appartenevano a 4 diverse società, ma in realtà erano tutti riconducibili ad un unico impianto, artificiosamente frazionato al fine di eludere le normative di settore nazionali e regionali, che richiedono una trafila burocratica lunga e accurata per concedere l’autorizzazione all’esercizio.

Ma sono bastati pochi accertamenti per scoprire che la ditta esecutrice dei lavori è  stata la stessa per tutti e 4 gli impianti, realizzati su di un terreno appartenente originariamente ad un unico proprietario; anche le 4 DIA sono risultate identiche per forma,  per contenuto, stesura, caratteri e, addirittura,  per testo ed impaginazione.

Insomma, richieste-fotocopia per un impianto unico e non quattro diverse iniziative imprenditoriali: queste le conclusioni a cui sono giunti NOE di Lecce e Procura di Brindisi: quest’ultima sta ora vagliando le posizioni giuridiche di  11 persone, tra legali rappresentanti, consiglieri di amministrazione, tecnici progettisti e direttori dei lavori.

In concorso tra loro, avrebbero eluso la necessaria Autorizzazione Unica Regionale, avrebbero trasformato urbanisticamente l’area senza i necessari permessi e inoltre avrebbero prodotto false attestazioni, affermando nelle quattro dia che i terreni non erano interessati da vincoli paesaggistici, mentre così non è.

Tutte presunte violazioni che hanno comportato il sequestro degli impianti, ma soprattutto – novità assoluta in questo campo – hanno portato l’Autorità Giudiziaria e il NOE a disconnettere il parco fotovoltaico dal collegamento alla rete elettrica, con conseguente blocco della produzione di energia ed interruzione della corresponsione degli incentivi previsti dalle norme di settore.