Disastro ferroviario a Pozzo Faceto, RFI chiede 900.000 €

Ionut Cocioba

BRINDISI   –   Si apre a Brindisi il processo per il disastro ferroviario  a Pozzo Faceto, ma l’imputato non c’è perchè è tornato a casa, in romania. il 24 settembre scorso, il tir guidato dal rumeno Ionut Cocioba, 26 anni, invase i binari attraversando un passaggio a livello.

Il camionista abbandonò il mezzo chiuso tra le sbarre e l’impatto con il treno ‘Freccia Argento’ proveniente da Roma e diretto a Lecce fu inevitabile ed il macchinista perse la vita.

Pare ci sia stato un problema nella notifica del decreto di giudizio immediato, quindi Cocioba non era in aula e l’udienza è stata rinviata al 6 maggio.

Si sono costituiti parte civile, prima dell’avvio del giudizio, le società Trenitalia e RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Quest’ultima ha chiesto 900.000 € di danni, mentre Trenitalia non ha ancora quantificato alcuna richiesta di risarcimento danni.

Presente in aula anche l’Avvocato Rosa Cardone per i familiari della vittima, il macchinista del convoglio, Giuseppe Campanella, di 50 anni, di Acquaviva delle Fonti.