Rintracciato barcone con naufraghi, operazioni eseguite con successo

Centro 'Don Tonino Bello' di Otranto

OTRANTO (LE)  –  Si stringono come possono nelle coperte messe a loro disposizione. Si lasciano curare dai volontari dell’Associazione ‘Misericordia’ di Otranto. Sui loro volti c’è ancora il terrore per la disavventura in mare in cui hanno rischiato la vita.

Brividi di freddo e paura percorrono ancora i loro corpi, anche se per fortuna tutto si è risolto per il meglio.

Sono giovanissimi i profughi che hanno rischiato di essere inghiottiti dal mare durante un viaggio della speranza cominciato in Pakistan, loro paese d’origine. Su una barca di fortuna, lunga non più di 6 metri, sono salpati dalle coste greche, diretti verso l’Italia.

Non avevano fatto i conti con le condizioni meteo-marine: onde alte 3 metri e raffiche di vento fino a 40 nodi. Il viaggio della speranza è diventato un’odissea quando la barca è diventata ingovernabile.

Uno di loro, con un dispositivo satellitare, è riuscito a contattare il 112 di Maglie. Con un inglese incerto ha spiegato di trovarsi in balìa delle onde, con la barca alla deriva. Poi, del natante, nulla più.

Le ricerche sono state serratissime: non solo via mare, ma anche via aerea, rese particolarmente complicate per via del maltempo.

Le Capitaneria di Otranto, Gallipoli e Leuca, e tutti gli uffici marittimi della provincia di Lecce, sono stati impegnati nelle ricerche.

L’imbarcazione è stata rintracciata diverse ore dopo a 10 miglia dalle ‘Cesine’. E’ qui che i 9 profughi sono stati raggiunti da una motovedetta che li ha condotti sino al porto idruntino dove ancora provati, ma rincuorati, hanno potuto mettere la parole ‘fine’ ad un incubo durato più di 24 ore.

Attualmente si trovano nel Centro ‘Don Tonino Bello’ dove stanno ricevendo le cure necessarie e dove, successivamente, saranno identificati.