Vendola rompe il silenzio: “Resto in Puglia”

Nichi Vendola

BARI –  “Se ne facciano tutti quanti una ragione. Resterò ben saldo al timone della Puglia fin quando non riterrò conclusa la legislatura”. Il governatore Nichi Vendola rompe il silenzio e fa chiarezza sul futuro della Regione. Resterà qui. Non andrà a Roma. Per lo meno non subito.

La frase “finchè non riterrò conclusa la legislatura” naturalmente non significa con chiarezza che fino al 2015 non si muoverà da qui. Però è altrettanto certo che almeno fino a fine anno non ci saranno elezioni anticipate. Una conferma a quanto già era trapelato, è arrivato dopo giorni di forte pressing da parte del centrodestra e delle Province pugliesi.

E Vendola si toglie tutti i sassolini dalle scarpe rispondendo prima di tutti all’ex Ministro Raffaele Fitto che lo aveva accusato di dare vita ad una ‘legislatura ad personam’. “Mi rammarica vedere l’on Fitto tornare a vestire i panni dell’ultras e gettare alle ortiche la collaborazione nel nome della Puglia”, replica Vendola. “Evidentemente quella collaborazione era soltanto una maschera. Mi intenerisce vederlo occuparsi di indicatori economici che, ai suoi tempi, erano i peggiori del sud nonostante non ci fosse il cataclisma economico di oggi. Io non prendo lezioni dal partito che ha consentito a Formigoni o alla Poli Bortone di restare attaccati al doppio incarico oltre ogni limite di decenza. Resterò in Puglia. Per il bene della Puglia. Non consentirò che la mia regione possa tornare nelle mani di coloro che ne hanno spento le ambizioni e devastato la cassa”.

Poi è la volta dei presidenti delle Province.

 “Non ho alcuna intenzione – ha proseguito Vendola – di abbandonare la Puglia, una regione che, rammento ai miei smemorati colleghi che invece di governare si divertono a distribuire documenti, siamo riusciti a trasformare radicalmente in questi anni”.

Per quanto riguarda infine il tema del riordino delle province, Vendola ha ribadito che “la posizione della Regione è sempre stata molto chiara, le Province andrebbero abolite”.
“Speriamo nel nuovo Parlamento – ha concluso il presidente – ma nel frattempo, le Province pugliesi farebbero bene ad occuparsi della gestione delle competenze loro ancora spettanti. Una su tutte. Il funzionamento dei centri territoriali per l’impiego”.

E l’ultima frase è ancora per ribadire ciò che tutti volevano sapere: “Io resto in Puglia e non vi è alcuna incertezza al riguardo”.