Tutti pressano Vendola: “Decida ora che fare”

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BARI –  La prima notte in Consiglio regionale è trascorsa. Il centrodestra pugliese continua l’occupazione dell’aula di via Capruzzi e lo farà fino a giovedì. Nessuna inversione di rotta e nessun ripensamento sulla decisione di dare vita ad una clamorosa protesta per sollecitare il presidente della Regione Vendolaad ufficializzare una decisione: restare a Bari o preferire Roma.

La seconda notte sarà presidiata dai neo parlamentari Iurlaro e Cassano, mentre durante il giorno squadre di quattro eletti si danno il cambio. E a testimonianza di tutto ciò possiamo solo mostrare un video realizzato con il cellulare di chi all’aula ha accesso, perchè alle telecamere e ai giornalisti è ancora vietato.

Intanto, dal fortino forzato arrivano repliche alle polemiche alimentate dal centrosinistra che rigetta modalità e motivazioni dell’occupazione. “Non è il centrodestra ad avere paura che Vendola resti a governare la Puglia”, dicono Roberto Marti e Gianfranco Chiarelli. “Ma sono i pugliesi a temerlo fortemente come hanno dimostrato con il loro voto alle politiche”.

E a pressare il governatore si sono aggiunti anche i presidenti delle Province pugliesi, che dopo il direttivo dell’UPI hanno stilato un documento ufficiale con il quale chiedono espressamente al governatore di prendere una decisione. Ma questo sollecito, tengono a precisare, non è annoverabile nella mera contesa politica, ma un appello dall’alto valore istituzionale.

Il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido in collegamento telefonico da Roma, il presidente della provincia di Lecce Antonio Gabellone e finanche il commissario prefettizio della Provincia di Brindisi Cesare Castelli. Le Province pugliesi, capeggiate dal collega Francesco Schittulli, sono compatte nel condividere l’appello.

Ognuna ha tenuto ad elencare le criticità più gravi da affrontare subito e questo, hanno spiegato, necessita l’avere un interlocutore preciso. Da trasporto per i disabili a Brindisi, alla crisi delle Terme di Santa Cesarea e alla chiusura delle discariche di Nardò, Corigliano e Ugento. Dalla sanità alle emergenze occupazionali. I presidenti di Provincia hanno ricordato i problemi che più volte sono stati sollecitati al governatore e che fino ad oggi non hanno ottenuto risposta. “Ora – dicono – la pretendiamo e non per noi, ma per i cittadini”. Intanto il governatore comincerà domani le consultazioni con i partiti che porteranno alla nuova giunta entro poche settimane.