SCU, l’Appello aumenta la pena ad Andrea Bruno

tribunale penale di Lecce

LECCE –   La Corte d’Appello di Lecce ha confermato le condanne aggravando le pene emesse in primo grado dal Tribunale di Brindisi nei confronti di presunti componenti del clan mafioso capeggiato dal boss di Torre Santa Susanna Andrea Bruno. Questi è stato condannato a 30 anni di reclusione (in primo grado erano 27) per avere preso parte a un’associazione per delinquere di stampo mafioso dedita alle estorsioni e al traffico di droga.

I giudici di secondo grado, accogliendo l’appello proposto dal PM Milto De Nozza, hanno inasprito le pene anche per i luogotenenti del boss, Emanuele Melechì, condannato a 21 anni e 10 mesi di reclusione (erano 19 in primo grado), e Daniele Melechì, condannato a 10 anni 2 mesi.

 Secondo l’accusa, Bruno avrebbe anche cercato con appoggi politici, di realizzare un impianto per la produzione di energia eolica in contrada Canali, luogo in cui si trova la masseria di proprietà della sua famiglia, all’interno della quale, era stata allestita la base operativa del gruppo.