Caos PD, Massa rottama Capone e si candida Segretario

Fritz Massa

LECCE  –  “Sto valutando l’ipotesi di correre per la Segreteria del PD. Assolutamente non mi tiro indietro. Non siamo il partito di Bersani, figuriamoci se possiamo essere il partito di Salvatore Capone”. La stilettata, a sorpresa, arriva da Fritz Massa,anima dalemiana dei democratici leccesi, ma allo stesso tempo critica nei confronti dell’asse che fa capo al Segretario provinciale e a quello regionale del partito.

È il sasso nello stagno delle riflessioni post voto, dei lunghi ragionamenti a fronte dei quali una parte della base si attendeva e si attende il cambio di passo, magari travestito da dimissioni dei vertici di via Tasso. Certo, il congresso si avrà probabilmente in autunno, ma che quel sasso venga lanciato proprio alla vigilia dell’Assemblea provinciale di lunedì pomeriggio, al ‘Tiziano’, non è neutro.

Non lo è affatto, visto che in quel consesso si preannuncia la prima vera resa dei conti.

Massa, ancora in attesa che da Roma venga sciolto il nodo sulla sua elezione alla Camera, non ha peli sulla lingua: “Vorrei spegnere i motori della campagna elettorale – dice – ma sono intenzionato a fare la mia parte nella battaglia per il rinnovamento radicato e per dare un segno tangibile di discontinuità. Il risultato delle urne è insoddisfacente. In più, lo statuto dice chiaramente che c’è incompatibilità tra la carica di Segretario e quella di Parlamentare”.

Tradotto, significa che Salvatore Capone eletto a Montecitorio, dovrebbe lasciare il timone. E, dati i risultati risicati in tutto il leccese, farlo anche per tempo.

“Non condivido questo approccio, ma non commento oltre, dirò tutto l’11 in Direzione regionale”, ribatte da Melpignano il Segretario pugliese Sergio Blasi.

Alfonso Rampino del Coordinamento regionale, è l’unico a rispondere per le rime. “Abbiamo il primo protagonista del prossimo Congresso, allora – dice -. Figura di rilievo, certo – aggiunge-. Ma se l’ oggetto del contendere è la poltrona del Segretario il problema è superato. Noi abbiamo tirato la carretta, tutti facciano seria autocritica. Se il percorso da fare è quello delle varie dimissioni, allora chiunque abbia i ruoli faccia un passo indietro, dai Segretari comunali che non hanno raggiunto la media regionale ai vertici più alti. La sfida, però, è come il PD può capitalizzare le responsabilità che ha”.

Per il momento, la punzecchiata di Massa non scompone chi è stato direttamente chiamato in causa. “Il problema non è il ruolo. La questione è molto più profonda. C’è di mezzo il partito, non il futuro dei singoli. La ruota deve girare”.

Eppure, i veleni viaggiano neppure più sotto coperta. La testa di Capone e pure dell’ex reggente il circolo cittadino di Lecce, Alfonso Rampino, è chiesta anche da alcuni circoli del territorio. Tra questi, la durissima sezione di Galatone, chiara nel dire che ci si sarebbe “Aspettati le loro dimissioni, perchè non hanno portato nessun valore aggiunto a questo partito !” e che cita il Capogruppo del PD a Palazzo Carafa Paolo Foresio: “Serve un elettroshock”. È proprio il renziano di ferro, tra l’altro, a tendere l’arco in vista dell’incontro pomeridiano dei dirigenti del PD e dei candidati. “Basta organizzare i processi – dice Foresio -.Si vada a parlare direttamente in assemblea a parlare, altrimenti quelli sono ritrovi farlocco”.