Salento strozzato dal credito, crescono morosi e protestati

Confartigianato Imprese Puglia

L’aggravarsi della recessione che continua letteralmente a soffocare i comparti produttivi e commerciali, ha pesanti ripercussioni anche sul sistema bancario. Le sofferenze registrano, infatti, a partire da settembre 2010e sino allo stesso mese del 2012, un’impennata con cifre che raggiungono i 4 miliardi 870 milioni di euro che, in rapporto agli impieghi, rappresentano l’8,5%.

Ricordiamo che per sofferenze si intendono i crediti la cui riscossione non è certa, per impieghi, i finanziamenti di qualsiasi genere, erogati dalle banche.

Dati che rilevati dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia, riflettono perfettamente lo stato di crisi attraversato da aziende e famiglie.

Sempre più imprenditori, infatti, o semplici cittadini si trovano in forte affanno nel rimborsare le rate dei prestiti ottenuti. Nell’arco di tempo analizzato, peraltro non si registrano inversioni di rotta, eccetto il primo trimestre del 2012 quando le sofferenze sono diminuite del 3,4% per poi riprendere a correre.

Nel Salento, in particolare, la provincia più colpita è quella di Taranto dove i crediti a dubbio riscossione raggiungono i 670 milioni contro i 6 miliardi 869 milioni finanziati,con un rapporto quindi del 9,8%.

Segue Lecce dove il rapporto è del 7,5%, 659 milioni di sofferenze: 8 miliardi 782 milioni gli impieghi e Brindisi dove il 7% degli impieghi sembra irrecuperabile. Le sofferenze ammontano a 287 milioni su poco più di 4 miliardi.

Cifre enormi, dunque, quella dei prestiti non restituiti dai clienti, somme che di fatto si traducono in perdite in bilancio.
A tutto questo si aggiungono in linea parallela, gli aumenti del numero degli affidati, cioè le persone segnalate alla Centrale dei Rischi, il sistema informativo sull’indebitamento della clientela verso le banche  e le società finanziari, circa 30.000  tra Lecce, Brindisi e Taranto.

Una vera e propria esplosione di insolvibilità che rischia di avere conseguenze devastanti.