Oggi l’addio a Ciro, la città si ferma per lutto

Mons. Filippo Santoro

 TARANTO  –  E’ già con Francesco e Claudio, Ciro. L’operaio morto, ieri mattina, dopo un volo di 10 metri nelle cokerie dell’Ilva, per il crollo di in ponteggio. Ciro Moccia è in cielo con Francesco Zaccaria e Claudio Marsella. Ciro, 42 anni. Francesco, 29 anni e  Claudio 29 anni anche lui.

Ciro, sposato e padre di due figli adolescenti. Francesco, con la casa pronta per lui e la fidanzata. Claudio, il giovane del MOF. Tre uomini. Tre operai morti sul lavoro, all’Ilva di Taranto.

Nel pomeriggio, alle 16, saranno celebrati i funerali di Ciro al quartiere ‘Paolo VI’, nella  Parrocchia di Santa Maria del Galeso. 

E oggi, 1° marzo, è di nuovo lutto cittadino. Di nuovo, sì. Perchè Taranto pianse già il 30 ottobre per Claudio e il 30 novembre per Francesco. E oggi come allora sarà l’Arcivescovo di Taranto, Mons. Filippo Santoro, a celebrare la messa.

“La mia vicinanza e preghiera – ha detto il Vescovo – va alla moglie che lavorava nella mensa dell’Ilva e ai suoi compagni di lavoro. Sono stato vicino alla famiglia di Francesco Zaccaria e prima di lui era toccato a Claudio Marsella, operaio dell’Ilva schiacciato da due locomotori. Ero stato vicino ai suoi colleghi in sciopero in quei giorni per chiedere più sicurezza.

E oggi – afferma Santoro – mi ritrovo a dover commentare ancora una volta un decesso inaudito, una morte sul posto di lavoro, che è il luogo in cui ciascun uomo mantiene la sua famiglia e realizza la sua vocazione”.

“E la sua vocazione alla famiglia, Ciro, la portava avanti da operaio modello, sempre pronto e disponibile”, ha commentato dopo l’incidente il Direttore dello stabilimento Antonio Lupoli, indagato per la vicenda, con altre 7 persone.

E Ciro, la sua vocazione, la famiglia, la realizzava col sudore della fronte. Salendo, come ieri notte, a 10 metri di altezza sul ponte che sovrasta le batterie della cokeria: era lì per riparare uno dei binari della macchina caricatrice che va sù e giù ai forni, sulla batteria 9. Batteria ferma per i primi lavori di messa a norma.

Con Ciro, c’era il suo collega Antonio Liddi, ricoverato al ‘SS.Annunziata’, con 40 gg. di prognosi con fratture ovunque. salvo per miracolo. Perchè caduto addosso al 42enne che così avrebbe attutito l’impatto al suolo, che altrimenti sarebbe stato mortale anche per Antonio. In ospedale le sue sorelle avrebbero raccontato che due anni fa, hanno perso un fratello precipitato da un ponteggio.

Il Sindaco, che conosce bene la famiglia Moccia, ha proclamato il lutto cittadino e ha chiesto di osservare alle 16 un minuto di silenzio. Un minuto lungo un’infinità di domande.

Gli interrogativi che resteranno per sempre ai figli e alla moglie di Ciro.

Gli interrogativi dei colleghi che, fino alle 7 di oggi, hanno scioperato in nome della sicurezza sul lavoro.

Gli interrogativi di tutti, di una società intera, quella di Taranto,  città vestita ancora una volta di nero, col capo chino e coperto, dietro all’ennesimo corteo funebre.