Terremoto nelle urne, centrosinistra nel caos

PD-SEL

Il risultato consegnato dalla urne, oltre ad evidenziare un problema di tenuta di tutto il centrosinistra in Puglia, sta avendo come effetto nelle ultime ore anche quello di mettere l’uno contro l’altro i partiti della maggioranza.

Il PD incalza per chiedere un cambio di rotta deciso, passando anche per la via del rimpasto e Sinistra Ecologia e Libertà – per voce del braccio destro del governatore, Nicola Fratoianni –  risponde picche.

“Sono basito”, dice l’assessore esterno e neo parlamentare. “Ogni volta che succede qualcosa, ecco che si chiede il rimpasto. O si mettono in discussione le poltrone dei singoli. Che bisogno c’è ora di porre questo problema? Qui si deve ragionare sul rilancio dell’azione politica, non sui tatticismi e sulle alleanze. E’ questo che ci ha fatto perdere le elezioni”, dice convinto Fratoianni.

Il punto è che il caos è totale. Il presidente Vendola ha deciso di staccare la spina per due o tre giorni. E’ all’estero e sta meditando sul da farsi. La decisione sul suo futuro la sta vagliando, ma ne parlerà inevitabilmente anche con Pierluigi Bersani.

Per Fratoianni restare in Puglia ha senso solo se questo è accompagnato da un cambio di passo ulteriore. Dello stesso avviso Guglielmo Minervini che non si nasconde dietro nulla e dice sincero: “Restare a scaldare le sedia sarebbe la fine.  I problemi per Vendola – spiega l’assessore –  sono due”. Uno di natura personale – se va a Roma è un salto nel buio – e uno politico: “Il risultato ottenuto in Puglia  dice chiaramente che se si chiude qui il suo governo, al prossimo giro la Regione passa in mano al centrodestra. Più che a Grillo”.

Le due strade devono portare ad una conseguenza. Se Vendola sceglie di rimanere – spiega Minervini –  deve riempire di valori la sua permanenza qui. “Deve riconcentrarsi sulla Puglia, rimettere in agenda temi come l’Ilva, la sanità. Così si rilancia il governo e così si ricompatta la maggioranza. E questo deve inevitabilmente passare da un rimpasto o da un azzeramento di giunta. Per dare un segnale di ripartenza“.

Quanto poi ai colleghi di giunta Stefàno e Pelillo, eletti ma indecisi se andare a Roma o restare a Bari, Minervini è netto: “Questa indecisione è terribilmente negativa. Un patto con gli elettori è un patto. Hai chiesto il voto e ora devi rispettarlo. E’ assurdo ragionare in base alle poltrone a tempo”.

Il Partito Democratico, in tutto ciò, ha sospeso le dimissioni del segretario Blasi in attesa che si riunisca la direzione nazionale. Su questo non è d’accordo Minervini che annuncia già l’intenzione di chiedere l’azzeramento totale del partito. “O si cambia tutto radicalmente –  dice – o ci spazzano via”.

A chiudere il cerchio è il centrodestra che oggi più che mai, spinge per le elezioni anticipate, forte di un risultato sopra ogni aspettativa. “Chiediamo con forza che il presidente Vendola lunedì mattina venga in Consiglio Regionale e dica chiaramente cosa vuol fare”, dicono il capogruppo Rocco Palese e il collega Bellomo. “La Puglia non può continuare ad essere ostaggio delle convenienze politiche della sinistra”.

Ma il fatto certo è che fino alla proclamazione degli eletti in Parlamento, Vendola non comunicherà alcuna decisione.