Turn over: in Consiglio regionale tornano gli ex

Regione Puglia

Se c’è una cosa che accomuna, in questo momento, l’Italia e la Puglia in particolare, è la sensazione di fiato sospeso. E le due cose sono inevitabilmente connesse. Se a Roma il centrosinistra formerà un governo che potrà reggere, allora anche la Puglia potrebbe tornare al voto.

E le previsioni si sprecano, tra chi prevede per il governo centrale una vita massima di un paio d’anni e chi invece intravede un futuro migliore del presente basato su una collaborazione – e non alleanza – che Bersani ha già annunciato di voler imbastire con Grillo discutendo legge per legge il necessario da farsi.

Tutto entra inevitabilmente nelle valutazioni del governatore Nichi Vendola. E’ a Roma e sta riflettendo. “Deciderò io sulle mie dimissioni”, ha detto nelle scorse ore. Il dilemma non è da poco. Lasciare ora per essere a Roma il pontiere tra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle o restare ed evitare che l’ondata di centrodestra e dei grillini possa espugnare il fortino pugliese interrompendo dopo 8 anni, il governo di centrosinistra?

Tempo per decidere ne ha. Il 15 marzo dovrebbe insediarsi il Parlamento e dopo 60 giorni da quella data scatterebbe l’incompatibilità delle cariche. E certo che passare quasi tre mesi a governare e mediare non sembrerebbe una cosa semplice. I tempi sono questi per il governatore certo, ma non solo. Anche per gli eletti.
Perchè anche tra i consiglieri che hanno vinto lo scranno romano si sono aperte le riflessioni sull’andare a Roma non sapendo per quanto, rinunciando al più certo posto barese.

Fatto sta che se tutti decidessero di traslocare, via Capruzzi diventerebbe un reloaded della prima giunta Vendola. La carica degli ex sarebbe pronta a riprendersi il posto perso dall’indiscusso responso delle preferenze nel 2010.

E vediamo, dunque, chi.

Il flusso in uscita più grande sarebbe nel centrodestra.

Esce Pietro Iurlaro e al suo posto rientrerebbe Marcello Rollo, ma questa volta con casacca UDC.

Esce Roberto Marti ed entra Aldo Aloisi, già più volte eletto in via Capruzzi.

A Lucio Tarquinio subentrerebbe l’ex assessore della giunta Fitto e consigliere regionale fino al 2010,  Roberto Ruocco.

Al posto di Massimo Cassano, si rivedrebbe tra i banchi del centrodestra  Tommy Attanasio.

Il Salento però perderebbe un rappresentante. Perchè se dovesse migrare a Roma Rocco Palese, gli subentrerebbe un foggiano per effetto della legge elettorale.

Le nuove entrate invece comparirebbero al posto del tarantino Gianfranco Chiarelli. A lui subentrerebbe l’ex sindaco di Laterza Cristella.

Nel centrosinistra il posto di Dario Stefàno, laddove lo liberasse, lo prenderebbe il notaio galatinese Antonio Galati.

Quello di Antonio Decaro,  il già noto Michele Monno subentrato per pochi mesi al posto del collega De Gennaro sospeso dal Consiglio per guai giudiziari.

A Toni Matarrelli subentrerebbe il segretario provinciale della Cgil di Brindisi Leo Caroli, e la vera novità sarebbe l’ingresso di un’altra donna che andrebbe a rimpolpare lo sparuto gruppo di lady elette. Annarita Lemma che occuperebbe lo scranno del tarantino Michele Pelillo.

Pare, infine, che Patrizio Mazza, tarantino ex IDV, sia intenzionato ad abbandonare il campo della politica per tornare a quello della medicina.