Settimana Santa, il Vescovo anticipa le aste al 16 marzo

Riti della Settimana Santa a Taranto

TARANTO   –   Ecco il primo cambiamento. Il primo vero stravolgimento nella tradizione dei riti della Settimana Santa di Taranto. Le gare per l’aggiudicazione delle statue e dei simboli delle processioni, quest’anno, non si svolgeranno come tradizione vuole, la Domenica delle Palme, ma è tutto anticipato al 16 marzo.

Così ha voluto il Vescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro.

E lo ha comunicato durante un incontro con le Confraternite delle Chiese del Carmine e dell’Addolorata, tornando a spiegare che “mentre si avvia una profonda e rigorosa riflessione cominciamo con questo primo passo”, cioè “dal preservare il giorno delle Palme, giorno dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, domenica della Passione del Signore, giorno per eccellenza dedicato alla famiglia, da qualsiasi distrazione che possa turbare la sobrietà e l’inizio piu intenso della Settimana Santa”.

La decisione è stata accolta, forse un pò a denti stretti, ma obbedienza al Vescovo sia. I Priori delle Confraternite Antonio Liuzzi e Antonello Papalia hanno così commentato al cambiamento:  “Il Vescovo ha spiegato le motivazioni della decisione e ovviamente non abbiamo nulla de eccepire. Certo, eravamo legati da secoli alla tradizione della Domenica delle Palme, ma se questo restituisce il totale senso religioso a quel giorno importante noi siamo pienamente d’accordo”.

Altra iniziativa molto cara al Vescovo è che la Commissione indichi di anno in anno, un obiettivo sensibile di carità da realizzare con parte dei proventi delle offerte per l’aggiudicazione dei simboli.

Decisione destinata comunque a far discutere.  La Settimana Santa, intanto, si avvicina…

Commenti

  1. cicciogaspare scrive:

    Era ora che qualcosa cambiasse nel rito “blasfemo” di pagare cifre esorbitanti per partecipare ad una processione e che consente solo ai ricchi, di “fare penitenza” sotto il peso di una statua…Ma non siamo forse tutti uguali di fronte e Dio? Ma l’asta per l’aggiudicazione dei simboli non si configura come una compravendita, non è forse un negozio giuridico tra due soggetti, il confratello e la confraternita, per il “noleggio” temporaneo di un bene previo corresponsione di danaro “IVA ESENTE”? Cosa c’è di sacro in tutto questo?