Emergenza Nord Africa: domani via, ma c’è chi resta

migranti a Castiglione d'Otranto

CASTIGLIONE D’OTRANTO (LE)  – 500 € per andare via, ma c’è chi non sa affatto dove andare e si aggrappa al Salento. È il dramma, alle battute finali o forse solo iniziali, della fine dell’ Nel leccese, 83 migranti  rischiano di rimanere per strada nelle prossime ore.

Nonostante gli sforzi della Prefettura.

Dopo 22 mesi, nell’ultimo giorno di febbraio, infatti, chiudono i battenti anche  le 5 strutture dell’antica Masseria del Monte di Castiglione d’Otranto, dell’Art Hotel di Salve, della Cooperativa ‘Il melograno’ di Lecce, di quella di Copertino-Leverano, e dell’ARCI di Campi-Novoli.

Certo la strategia d’uscita, alla fine, è arrivata e va oltre probabilmente le aspettative, visto che negli ultimi due mesi, non era stato previsto alcun contributo per agevolare l’inserimento nella società dei migranti, la gran parte di loro provenienti dall’Africa centrale e transitati dalla Libia, prima di cercare un approdo a Lampedusa, nell’aprile- maggio di due anni fa, nel pieno della ‘Primavera araba’.

Il 19 febbraio scorso, il Ministero dell’Interno ha emanato una circolare con sui si è disposto il pagamento di una sorta di buonuscita di 500 € in contanti per ognuno. Chi ha ritirato il beneficio, ha consegnato in Prefettura una dichiarazione dei titolari delle strutture che confermano lo sgombero. In questi giorni, dunque, si stanno staccando i mandati di pagamento e si riscuote il denaro presso la Banca d’Italia.  Buono, si dirà. Di sicuro è un aiuto.

Ma c’è chi ha rifiutato quei soldi. C’è chi oggi chiede come fare ad avere un letto domani sera. C’è chi chiede di non essere abbandonato in una sala d’attesa in Stazione. Perchè, questa è una verità sotto gli occhi di tutti, per troppo tempo le strutture di accoglienza si sono trasformate in parcheggio.

E ora una buona  parte dei migranti che poco o nulla conoscono  la lingua italiana, è allo sbaraglio.

Erano in 152 il 1° gennaio, 90 due settimane fa, 83 ad oggi. Hanno tutti il permesso di soggiorno. in qualche caso le strutture si sono fatte carico dei biglietti del treno, perchè potessero raggiungere altre città e ricongiungersi con amici e parenti.

In altri casi, sono state interessate strutture di seconda accoglienza, come quelle della ‘Caritas’ e del progetto ‘Asia’. I posti, però, non ci sono per tutti. Si dà la priorità ai soggetti vulnerabili: famiglie, minori, persone con patologie.

“Noi, invece, domattina verremo col treno a Lecce – dice un gruppo di migranti accolti a Castiglione -. E dopo non sapremo più che fare e soprattutto, dove andare a dormire”.