118 senza ambulanze gli internalizzati restano a terra

ambulanza

LECCE   –  Ambulanze dal carrozziere e 46 lavoratori a terra. È il paradosso che in queste ore sta, di fatto, bloccando l’internalizzazione degli operatori del 118, dipendenti delle ditte ‘Ikebana’ e ‘Meleleo’.

Avrebbero dovuto passare alle dipendenze di ‘Sanitaservice’, la società in house della ASL, già il 1° febbraio, ma le aspettative dei colleghi delle onlus nelle altre ASL ha costretto la regione a congelare l’operazione, nel pieno della campagna elettorale.

Ora, però, lo sblocco è arrivato. Ma solo sulla carta.

Nella mattinata di martedì, a Bari, l’Assessore regionale Ettore Attolini ha incontrato il Direttore Generale della ASL di Lecce Valdo Mellone e in serata, è stata raggiunta anche l’intesa con le organizzazioni sindacali.

L’internalizzazione può essere avviata e coinvolge  15 autisti e 31 ausiliari che, tra l’altro, rivendicano  il passaggio in ‘Sanitaservice’ con un’occupazione della sede di via Miglietta dal 25 gennaio scorso.

Tuttavia, c’è un ma. I tempi del processo sono vincolati alla disponibilità delle ambulanze. Che, appunto, ora mancano. Sono da rintracciare 4 mezzi, visto che fino ad oggi i 46 lavoratori hanno operato su 3 unità mobili con l’aggiunta di una di riserva, per coprire le postazioni che dal 2003 sono affidate alle due società: due presidi a Casarano, oltre a quelli di Ugento, Gallipoli, Otranto e Scorrano.

Due nuovi mezzi di soccorso sono stati acquistati ma tardano ad arrivare. Nel frattempo, si sta rastrellando il parco-macchine  per racimolare qualche ambulanza anche in via provvisoria. I numeri, però, non tornano. Ed è nelle cose che l’internalizzazione rimarrà, almeno nei prossimi giorni, al palo.