Il Centrodestra batte Vendola e il PD. Tsunami Grillo: vota M5S un pugliese su quattro

Elezioni Politiche 2013

È stato uno tsunami. E lo è stato anche in Puglia, dove il Centrosinistra che governa la regione si ritrova votato all’incirca da un pugliese su quattro, pesante praticamente quanto il Movimento 5 Stelle.

Con SEL, il partito del governatore, che totalizza il 6,5% nelle preferenze dei governati.

E con il Centrodestra che si riprende la maggioranza relativa nell’elettorato regionale, con il 32,9%: un pugliese su tre.

Un gran dato, ma lontano anni-luce da quel 47,4% totalizzato nel 2008. E’ stato uno ‘tsunami’, come si è ribattezzato il tour di Beppe Grillo, la cui lista è primo partito in tutti i capoluoghi, a dimostrazione che non esistono roccaforti inespugnabili: non è inespugnabile la Lecce del Sindaco pidiellino Paolo Perrone, dove il Movimento 5 Stelle è il primo partito con il 25,7% dei voti, davanti al PDL, che precipita letteralmente al 25%, 21 punti-percentuali sotto il risultato di cinque anni fa.

Nel capoluogo barocco il PDL deve ringraziare le liste cosiddette ‘minori’, se il Centrodestra riesce a superare complessivamente il Centrosinistra che a Lecce città cammina a due gambe: una è del PD, con il 20% e l’altra è di SEL con il 7,6%.

Non è inespugnabile la Taranto del Sindaco Ezio Stefàno, il cui partito, SEL, prende anzi il 4,3% dei voti e soffre più che altrove la concorrenza di Ingroia e del leader dei Verdi Angelo Bonelli che nella città di cui è Consigliere comunale, prende il 6,3% dei voti, frutto probabilmente anche della radicalissima proposta di chiusura dell’Ilva.

Non è inespugnabile neanche la Brindisi del Laboratorio di Mimmo Consales, cioè di quella formula Centrosinistra più UDC che sembra essere la ricetta della maggioranza di Vendola per succedere a sè stessa: eppure, complice anche qualche ferita pre-elettorale, UDC e area Monti non totalizzano un risultato largo, nella provincia messapica ma anzi si fermano sotto il 10%.

E non è inespugnabile, attenzione, neanche la Bari del Sindaco democratico – e eterno candidato in pectore – Michele Emiliano. Nel capoluogo regionale il Centrodestra porta a casa un buon 30%, il Centrosinistra un punto percentuale in meno, il 28,9% e il bottino più eclatante, ancora una volta, appartiene al Movimento 5 Stelle: 27,9%.

Uno tsunami, val la pena di ripeterlo ancora una volta, al quale Emiliano già strizza l’occhio. Serviranno a qualcosa questi corteggiamenti?

Difficile dirlo, forse per darsi una risposta basta ricordare che sono rivolti ad un movimento la cui chiave del successo sta non solo, ma anche nell’orgogliosa diversità e nella fiera distanza dalla politica tradizionale e dai suoi esponenti, percepiti tutti in blocco come vecchi e stantii e destinati ad essere sommersi – appunto – da uno tsunami.