Inchieste a Porto Cesareo: sequestrato ‘Riva degli Angeli’

SONY DSC

PORTO CESAREO (LE)   –    Macroscopici abusi edilizi: scattano i sequestri al villaggio turistico ‘Riva degli Angeli’, a Porto Cesareo, dove nelle scorse ore i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Campi Salentina hanno apposto i sigilli alla struttura ricettiva che conta 250 posti letto, oltre a due piscine, un bar, una ludoteca, un anfiteatro, due campi da tennis, uno da beach volley ed uno da calcetto.

La Procura di Lecce, su richiesta del GIP, ha disposto il sequestro probatorio, sulla scorta dell’informativa dei Carabinieri.

L’atto rientra nel filone d’inchiesta legato al presunto voto di scambio che in questi giorni sta scuotendo la comunità e l’Amministrazione di Porto Cesareo, tanto che il Vicesindaco, Antonio Greco, ha rassegnato le proprie dimissioni.

Il villaggio finito nel mirino delle forze dell’ordine, è di proprietà del Consigliere comunale di maggioranza, Giuseppe Durante, anche lui coinvolto nell’inchiesta che porta la firma del PM Carmen Ruggiero sul presunto voto di scambio alla vigilia delle Amministrative del 2011, vinte dalla coalizione di Centrodestra, guidata dal Sindaco Salvatore Albano.

I militari del Nucleo Operativo di Campi Salentina sono impegnanti da mesi in indagini serrate relative agli attentati dinamitardi avvenuti a Porto Cesareo tra il 17 maggio e il 15 novembre 2011.

L’attività informativa ha però allargato lo sguardo degli investigatori anche su altri fronti che stanno sfociando in altrettante indagini. E in questo contesto sono emersi gli accertamenti sui presunti abusi edilizi nel noto villaggio. Il complesso edilizio ‘Riva degli Angeli’ (che sorge in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed archeologico) appare costituito – scrivono i Carabinieri – in parte da opere eseguite in “macroscopica difformità” rispetto ai permessi di costruire rilasciati, oltre che, in altra parte, da opere “realizzate in totale assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica”.

Una simile situazione richiede però, un’indagine ancora più approfondita, da affidarsi a un consulente tecnico che determini consistenza e natura delle opere realizzate, nonchè la loro legittimità alla luce di provvedimenti amministrativi e degli strumenti urbanistici vigenti a Porto Cesareo.

Nelle scorse ore, davanti al PM, hanno sfilato i 5 politici coinvolti nell’inchiesta e accusato di voto di scambio: lo stesso Durante, il Sindaco Albano, l’Assessore ai Lavori pubblici Gigi Baldi, l’Ingegnere Dino Basile e al padre di quest’ultimo, Antonio. A parte il primo cittadino, gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Albano, in presenza dei suoi Avvocati Luigi Corvaglia e Pietro Quinto, ha respinto tutte le accuse.