L’inceneritore fa scaldare gli ambientalisti, ASI nel mirino

'No al Carbone'

BRINDISI  –  La nuova battaglia del ‘No al Carbone’ è già iniziata. Il nemico da sconfiggere, questa volta, è l’inceneritore che a breve potrebbe rinascere nell’ambito della piattaforma polifunzionale, nella zona industriale di Brindisi.

Progetto per il quale il consorzio ASI ha presentato le istanze per il rilascio dell’AIA.

E mentre la Provincia un mese fa ha avviato l’iter, le mamme del movimento ‘No al Carbone’ e gli attivisti di ‘Brindisi Bene Comune’ si mobilitano contro l’inceneritore per rifiuti industriali e contro l’ampliamento della discarica di rifiuti pericolosi.

“Al centro della vicenda – si legge in una lettera aperta ai cittadini –  c‘è un ‘Termodistruttore’ che ha bruciato per anni scorie industriali e rifiuti sanitari, non lontano dal centro abitato, fino al sequestro giudiziario poi svanito nel nulla. Brutto ricordo che, proseguono, il Consorzio ASI smania riattivare per incassare ancora ingenti ‘royalties’ dalla ditta ‘Termomeccanica spa’, azienda di fiducia dell’ENI, ri-affidataria dell’incarico”.

Dunque una vicenda che riemerge, è il caso di dire, da ceneri mai spente, e che riporta in primo piano il tema dell’ambiente. Sulla pagina Facebook  ‘Segui il passeggino rosso’, simbolo delle battaglie per la tutela del territorio e delle generazioni future, le mamme del ‘No al Carbone’ sottolineano che, tra i contaminanti legati all’attività degli inceneritori, uno dei più pericolosi è la diossina.

I quesiti posti all’opinione pubblica sono due: “Perchè ampliare una discarica che ha già dato tanti problemi, laddove l’ARPA ha rilevato la contaminazione della falda sottostante? E perchè riattivare un inceneritore nella nostra campagna, su un terreno coltivato a vigna e carciofi, vicino alle nostre case?”.

Per il movimento si tratta di “una potenziale bomba ecologica”. Per il Consorzio ASI, è questa invece la strada da percorrere. L’ultima parola spetta alla Provincia, incaricata dal TAR di Lecce ad esprimersi sulle autorizzazioni.