In catene davanti al tribunale: “Casa pignorata, se questa è giustizia”

signora Maria

LECCE  –   Ce lo aveva annunciato, la signora Maria, lo aveva detto:Mi incatenerò davanti al simbolo della giustizia, il tribunale, per urlare la mia disperazione”. E lo ha fatto. Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato la storia di Maria e di suo marito Cosimo, ai quali sono state pignorate la casa ed anche l’automobile, per un debito di 7.000 €.

Sono di Squinzano, hanno entrambi 65 anni. Maria è invalida al 100%, cammina aiutata da una stampella per un problema alla gamba.

Sono tornati nel Salento dopo 30 anni passati a Milano per lavoro. Rientrati nel loro paese natale, hanno acquistato una casetta, accendendo un mutuo. Ma c’erano diversi lavori da effettuare per renderla vivibile. Per questo si sono affidati ad un carpentiere ma, negli anni, il rapporto con questa persona è finito in tribunale.

Loro hanno interrotto il rapporto, perchè i lavori sarebbero andati a rilento e perchè, a loro dire, avrebbe rotto elementi già esistenti senza accomodarli. Su un preventivo totale di circa 10.000 €, loro avevano già versato una caparra di 3.000 €. Ma il carpentiere li ha portati in tribunale chiedendo che il debito restante fosse saldato. I Giudici hanno dato ragione a lui in 1° grado e poi in appello, seppur accordando in quella sede alcuni punti a favore della coppia. Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, ma abbiamo raccolto l’appello di questa coppia.

Sul posto sono arrivati i Vigili Urbani, che a loro volta hanno chiamato la Polizia. Gli uomini della DIGOS si sono fatti portavoce in tribunale di quanto stava accadendo fuori . Maria ha lasciato loro il suo numero di telefono, sperando che qualcuno possa ascoltarla.