Bimbo conteso, il tribunale lo riaffida al padre

Francesco Cellie

TARANTO   –    Il bambino, per ora, può restare a casa con il padre. Finalmente un raggio di sole per il piccolo di Tuturano al centro di una complessa vicenda familiare e giudiziaria. La Corte di Appello di Taranto ha accolto l’istanza presentata dall’Avv. Lorenzo Iacobbi, concedendo la sospensiva al provvedimento del Tribunale per i Minori di Taranto, che aveva disposto il trasferimento del ragazzino in una casa-famiglia.

Per i giudici, la struttura rappresentava un luogo neutro, in attesa che il bambino fosse sottoposto a perizia psicologica per verificare la bontà delle dichiarazioni rese lo scorso agosto. Dichiarazioni riguardanti l’ambito familiare materno.

Ma la Corte d’Appello, presieduta dal Dottor Scisci, ha ribaltato la sentenza.

Le contestate violazioni delle norme contenute nella Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo di New York, della Carta Internazionale di Strasburgo, sollevate dal legale di Francesco Cellie, padre del bimbo, hanno indotto i giudici d’Appello a sospendere il provvedimento di sottrazione del minore e a far piena luce sul caso.

Cellie, lo ricordiamo, era stato ritenuto dai consulenti un genitore dalla personalità conflittuale e incline al plagio, per questo non idoneo a prendersi cura del figlio.

Oggi, invece, può vivere serenamente sotto lo stesso tetto con il suo bambino di 10 anni, almeno fino a quando la magistratura non chiarirà del tutto la situazione.

Una delle tante vissute in Italia, nata dalla separazione di una coppia, con conseguenze drammatiche su chi non ha alcuna colpa.