Investì Michael e Mattia: condanna esemplare

tribunale

LECCE  –  “Una sentenza storica, che apre la strada all’introduzione del reato di omicidio stradale”, così l’Avvocato della difesa, Francesca Conte, commenta la condanna inflitta al giovane Antonio Gravina, per aver travolto ed ucciso due ragazzini: Michael e Mattia.

6 anni di reclusione, 3 anni di sospensione della patente di guida ed un milione di provvisionale per i genitori di Michael (quelli di Mattia sono già stati risarciti dall’assicurazione).

L’accusa è di omicidio colposo.

Il terribile incidente avvenne la sera del 6 aprile 2009: Mattia Marchello, 16 anni di Merine, e Michael Tresi, 17 anni, di Castromediano, erano in sella ad uno scooter – Mattia alla guida e l’amico dietro – fermi al semaforo, rosso, sulla Lecce-S.Cataldo, quando furono travolti alle spalle dalla Fiat Bravo di colore nero condotta dal giovane Antonio Gravina, leccese oggi 30enne.

A maggio 2010, il rinvio a giudizio per omicidio colposo.

Dopo una querelle sulla possibilità o meno che i due ragazzini indossassero il casco, il medico legale Alberto Tortorella disse che sì, lo indossavano. Ma i ragazzi furono uccisi nell’impatto che li scaraventò a 40 metri più in là del semaforo. È stato confermato che, quella sera, la Bravo nera viaggiava a circa 130 km orari su una strada il cui limite è di 50.

Quella emessa in 1° grado è una sentenza esemplare “che di sicuro farà giurisprudenza -commenta la Conte – è importante per la riforma auspicata dall’Associazione nazionale ‘Vittime della strada’, di cui mi onoro di essere uno dei legali, per l’istituzione del cosiddetto ‘reato di omicidio stradale’ per cui ci stiamo battendo presso il Parlamento”.

Gravina, difeso dall’Avvocato Pia Perricci, ai nostri microfoni chiese perdono, ma il padre di Mattia rispose con una lettera struggente: “Non posso perdonarti, non ora, non ancora, per me, per Paola mia, ma soprattutto per Mattia e Michael. Troppo forte la mancanza di quell’abbraccio e di quei sorrisi”.