Vendola a Bersani: “Io Ministro? Decideremo insieme”

Nichi Vendola

LECCE  –   A Bersani, che da Lecce lo aveva lanciato come uomo del suo possibile governo, Nichi Vendola risponde così, dalla stessa piazza. Hotel Tiziano gremito dai militanti di SEL, ma l’impressione è quella di essere nel pieno di una campagna elettorale diversa, già quella per le regionali.

Lo si percepisce dai toni, dai temi, dall’elogio che Vendola fa a Dario Stefàno, capolista al Senato nel suo partito, ma dato anche come suo delfino alla guida della Puglia, nome forte di SEL alle elezioni che con una buona probabilità potrebbero essere in autunno.

Sempre che il centrosinistra riesca a vincere le politiche. Su questo sembra esserci sicurezza di un risultato che il centrosinistra si aspetta eclatante proprio in Puglia.

“Mi aspetto un voto tondo qui, per dire all’Italia che noi siamo il traino del Mezzogiorno, ma anche per dire ai pugliesi che vogliamo rimanere al governo di questa regione”. È con queste parole che lo sguardo di Dario Stefàno sembra proiettato già oltre.

Rivendica alla giunta Vendola, il salvataggio della città di Lecce dal dissesto, ritornando su un tema già rodato durante le amministrative di maggio.

Rivendica i risultati del suo Assessorato all’Agricoltura e li risottolinea Nichi Vendola, più e più volte.

Il discorso del leader di SEL oscilla tra il resoconto da Presidente della Regione e quello da capolista alla Camera per il suo partito, spazia da Obama alla Grecia e poi ritorna in Italia, agli scandali di Lazio e Lombardia, alla tangentopoli di Finmeccanica, alle “élite capitalistiche travolte e tra queste anche l’Ilva”.

Poi gli avversari.

Berlusconi che “fa scempio della dignità della donna”, Grillo “dietro il quale c’è il vuoto”.

Ma il bersaglio rimane “il Prof.  Monti”, che “storcerebbe il naso di fronte alla parola uguaglianza” e con il quale c’è di mezzo un abisso, sui temi del lavoro in primis.

“Con lui – dice Vendola – nessuna possibilità di compromesso”.