Rigassificatore addio,LNG lascia Brindisi tra le polemiche

LNG TARGA

BRINDISI   –    La notizia è ufficiale. Il rigassificatore non si farà. La ‘British Gas’, dopo averlo anticipato alla stampa un anno fa, dice addio al progetto brindisino, rinunciando definitivamente al cantiere di Capobianco, confiscato ad aprile 2012, su disposizione del Tribunale di Brindisi.

E’ sul tavolo dell’Autorità Portuale la richiesta di recedere dall’accordo di concessione demaniale dell’area, risalente al 2003, su cui sarebbe dovuto sorgere l’impianto. Una recessione che, in base alle condizioni dell’accordo, non comporta ulteriori oneri per la società britannica.

Termina così, a distanza di 6 anni dallo scandalo e dagli arresti eccellenti, la ‘telenovela rigassificatore’, con un sospiro di sollievo per gli ambientalisti, ma non senza polemiche. Nasce nelle ore precedenti alla notizia, infatti, il botta e risposta tra gli ambientalisti e il Consigliere regionale di FLI, Euprepio Curto, da sempre favorevole al rigassificatore, che si è detto rammaricato per l’occasione persa.

Secondo Curto, il ‘no’ al progetto dalla ‘Brindisi LNG’ è stato “uno dei passi falsi dei brindisini”.

Apriti cielo: per ‘Legambiente’, ‘Italia Nostra’ e le altre associazioni del territorio, l’uscita di Curto manca di rispetto alle scelte della stragrande maggioranza della popolazione  e delle istituzioni locali. E nella nota si sottolinea anche “l’incompatibilità ambientale e  morale di un progetto nefasto”, riscontrata dalla sentenza penale di 1°grado.

“Una polemica pretestuosa”, replica Curto precisando che “il passo falso non è stato commesso dai cittadini, bensì dalla politica brindisina”.

“Confermo che Brindisi non può permettersi il lusso di dire no a importanti investimenti e inziative industriali, in quanto cova sotto la cenere un dramma sociale di enormi dimensioni: gran parte delle famiglie –  incalza Curto – è alla fame e allo stremo. Confermo al tempo  stesso – conclude – la necessità di coniugare iniziative industruiali con la salvaguardia dell’ambiente. Ma non tocca a me discutere sulle questioni morali o penali legate alla ‘LNG'”.

Polemiche che si posano come polvere sulla colmata di Capobianco che, per ora, resta lì. L’Autorità  Portuale, infatti, non ha il potere di chiedere alla ‘British Gas’ la rimozione delle opere già avviate. Sarà la stessa società a decidere se farlo e se restituire a quei luoghi l’aspetto di un tempo.