Pastore in carcere: “Fatemi uscire, devo badare alle mie pecore!”

gregge

BRINDISI –  “Devo tornare a casa per prendermi cura del mio gregge di pecore, rimaste sole”. E’ la richiesta presentata dall’Avv. Giampiero Iaia, difensore di un pastore brindisino di 50 anni, arrestato nei giorni scorsi perché deve scontare una pena di due anni per furti di rame.

L’uomo, oltre a doversi prendere cura dell’anziana madre, possiede un gregge che al momento dell’esecuzione dell’ordine di carcerazione, è stato affidato a un’altra persona che però non potrà prendersene cura troppo a lungo.

Chiesto, inoltre, l’affidamento in prova ai servizi sociali o la semilibertà con l’autorizzazione ad allontanarsi da casa o dal carcere, per espletare l’attività lavorativa di pascolo delle pecore e delle capre tutti giorni dalle 6 alle 20.

Nel dettaglio: “Uscita degli animali alle 6 e rientro alle 18, per mungere gli animali da latte sino alle ore 20”.