Difesa-Procura-Comune: il triangolo di Torre Veneri

poligono di Torre Veneri

FRIGOLE (LE)  –   Sul Poligono di Torre Veneri, il Ministero della Difesa ha chiesto di esporre le proprie ragioni di fronte alla città, in un Consiglio comunale monotematico che dovrà essere fissato a stretto giro. E questo mentre si fanno sempre più serrate le indagini disposte dalla Procura per accertare un possibile inquinamento della zona.

Al nuovo appuntamento a Palazzo Carafa ci si presenterà, comunque, con un indirizzo politico ben preciso, quello votato all’unanimità dai 21 Consiglieri presenti nella seduta mattutina. È il contenuto della mozione, rivisitata, presentata dai Consiglieri di opposizione Carlo Salvemini e Saverio Citraro e con cui si impegna il Sindaco e la giunta ad adottare tutti i provvedimenti necessari per ‘richiedere’ la sospensione delle esercitazioni a fuoco nell’area marina.

Disporla da subito, si è convenuto, non sarebbe stato opportuno, vista l’apertura che per la prima volta arriva dal Ministero.

Certo, rimane il nodo più importante, l’accertamento dell’inquinamento e di che tipo di inquinamento all’interno del Poligono militare. Lì, a detta dello stesso esercito, non sono mai state effettuate bonifiche, almeno nella fascia costiera antistante, dove il fondale si è trasformato in un tappeto di bossoli e altri relitti, come reso noto anche dalla relazione approvata il 9 gennaio scorso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’Uranio impoverito.

È per questo che anche il Comune di Lecce intende avviare un’indagine autonoma, per comprendere la portata dei rischi.

L’idea è di partire da lì per essere parte attiva nel programma di bonifiche, per cui il Ministero ha stanziato 75 milioni in tre anni per tutti i Poligoni italiani.

Non si sa quanto di questi fondi arriverà a Lecce, ma bisogna disegnare la scaletta degli interventi e in questo si vuole essere parte attiva.

Il tutto mentre la Procura cerca di stringere i tempi per gli accertamenti sulle responsabilità e il livello di possibile inquinamento nella zona.

Nei giorni scorsi, i responsabili della Scuola di Cavalleria sono stati formalmente ascoltati dai Carabinieri del NOE  e hanno fornito chiarimenti sulla regolamentazione delle modalità operative delle esercitazioni. La documentazione richiesta è stata formalmente acquisita tutta e si attende la nomina del pool di consulenti da parte della Procura.