Assegno personalizzato, l’eterna attesa dei gemelli Quarta

Merine

MERINE (LE)  –   Il padre di Marco e Sergio non ci sta. È una vita intera ormai che lui non ci sta. Non ci sta a vedersi sbattere le porte in faccia, a fare file infinite per essere ascoltato, a non sapere a chi rivolgersi per vedere riconosciuti i diritti dei suoi figli, oggi 30enni, allettati da quando di anni ne avevano 3, le loro vite legate ai respiratori, da quando li ha colpiti la rarissima distrofia di Duchenne.

La strada è sempre in salita ed ogni ostacolo che questa famiglia di Merine supera, è come una montagna appena scalata.

Ma c’è un contributo, l’assegno per l’assistenza indiretta personalizzata, che non è ancora arrivato. O meglio: il padre dei gemelli ne ha fatto richiesta nel 2010 alla Regione Puglia, ma non ha ancora ricevuto notizie in merito alla graduatoria.

Antonio ci tiene molto a parlarne, non vuole che i riflettori sui suoi ragazzi e sulla situazione difficilissima, inimmaginabile per la stragrande maggioranza della gente che si vive in casa sua, si spengano.

Giorni fa anche RAI 1, con il servizio di Mauro Giliberti a ‘Porta a Porta’ ha fatto cenno alla vicenda della famiglia Quarta in una puntata del programma di Bruno Vespa dedicata alla crisi.

Il Sig. Antonio ha fatto richiesta per ottenere l’assegno personalizzato al Comune, che a sua volta si è rivolto all’ambito territoriale, “ma ad oggi nessuno sa darmi una risposta  – ci dice. A quanto pare – continua – quando una delle persone che hanno fatto richiesta di questi benefici muore, la graduatoria è tutta da rifare, ma io non voglio, non posso aspettare che muoiano anche i miei figli  per  avere qualcosa di cui hanno pieno diritto”.

È l’ennesimo, disperato, appello di un padre alle istituzioni.