“Regionale 8, ora!”: gli operai Leadri assediano il palazzo

protesta

LECCE  –   Sembra un assedio. A Palazzo dei Celestini e Palazzo Adorno, portoni sbarrati, un cospicuo cordone di agenti, una rabbia che si legge in volto. Gli operai del Gruppo Palumbo non le mandano a dire.

Il pantano in cui è scivolato il raddoppio a 4 corsie della Regionale 8, la Lecce-San Foca, non tiene più a freno gli umori.

Hai voglia a dire che i lavori partiranno fra pochi giorni, come annunciato nelle scorse ore dall’Assessore alle Opere Pubbliche della Regione Puglia, Fabiano Amati. Hai voglia a confermare che il procedimento non è viziato e che si è riconosciuto che il parere di conformità dato dall’Avvocatura regionale era appagante.

Il cantiere non parte, nuovi esposti in Procura continuano ad arrivare, per rilevare che nel progetto – risalente a 24 anni fa – non sarebbero stati presi in considerazione beni colturali e culturali rilevanti.

È di fronte a questo che il responsabile unico del procedimento, l’Ing. Antonio Pulli, ha già detto di non voler apporre la sua firma in calce alla determina di avvio dei lavori. Ma mancherebbe anche la copertura politica unanime tra gli Assessori regionali.

Troppe contestazioni e qualche titubanza su cui è impossibile far finta di nulla. Anche per gli operai. Per questo si è chiesto al Presidente della Provincia, Antonio Gabellone, di farsi portavoce della loro richiesta:  che si sblocchi almeno il primo tratto, avviando un confronto per varianti in corso d’opera sui tratti più critici, sulla falsariga di quanto fatto per la Maglie-Otranto e come proposto dal Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna.

Il problema però è anche un altro. I 200 operai in CIG in deroga da 4 anni si sentono come il vaso di coccio tra i due vasi di ferro. Da una parte le istituzioni, dall’altro l’azienda, che a loro avviso non starebbe facendo abbastanza per velocizzare le procedure.

Il sospetto è che, in fondo, su quest’ arteria da 55 milioni di euro ci siano ripensamenti molto forti, nonostante la cerimonia in pompa magna per la firma del contratto e la consegna del cantiere, lo scorso 27 giugno in Prefettura. È al Prefetto che Gabellone ha chiamato per chiedere di fissare un tavolo tecnico.

Dalla Prefettura, però, l’apertura è stata a metà: incontro sì, ma dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio, anche per evitare strumentalizzazioni da campagna elettorale. Non è bastato per gli operai, che hanno occupato in tarda mattinata il Municipio di Melendugno.

Commenti

  1. Nino scrive:

    Secondo me il prefetto e’ molto po-Bari….e Bari vuole solo ostruzionismo e questo si vede su tanti aspetti…L’unico che secondo me potrebbe spingere sara’ Gabellone…vedremo..che peccato buttare 55 milioni di euro….gia’ stanziati poi….e tanto lavoro per i nostri operai che sono veramente in una sistuazione gravissima con 480 euro al mese…vorrei vedere se fosse stata la strada che comuica Modugno a Bari…..Che schifo sono indignato….un barlume di pregresso… e subito arrivano ambientalisti….wwf…scontenti..ma volete capirlo che da Lecce in giu’ siamo ai livelli dell’Albania..? vogliamo progredire o no..? Ma insomma possiamo bloccare 200 operai che vogliono lavorare ed uno stipendio decoroso per la SI.Ca carni di Vernole e per qualche albero di ulivo che potrebbe benissimo essere spostato di 5 metri..? Ma siamo pazzi..?