Cura salata per le Terme: il Comune chiede 3 milioni

santa cesarea terme

S.CESAREA TERME (LE)  –  Un bilancio delle Terme in caduta libera e una richiesta di risarcimento per almeno 3 milioni di euro. Il Comune di S.Cesarea presenta il conto, salato, agli amministratori delle Terme, responsabili, secondo il Sindaco Daniele Cretì,  di aver causato danni notevoli ai soci.

Tra questi, appunto, il Comune che detiene il 49% delle quote e che sarebbe stato leso a causa di scelte ritenute sbagliate, tra cui anche la rinuncia al finanziamento da quasi 11 milioni di euro per completare il nuovo complesso termale. 

Proprio per questo, pochi giorni fa, una sentenza del Consiglio di Stato ha condannato  le Terme a pagare un ristoro che si aggira complessivamente intorno ai 400.000 di euro alle imprese già aggiudicatarie ‘Edilcostruzioni’, ‘Calora’ e ‘Tema’.

È in questo contesto che arriva la notizia dell’atto di citazione in giudizio, in verità  presentato già a dicembre. È per questo presunto conflitto di interessi che si chiede l’azzeramento dei vertici del CdA, in seno al quale il Comune ha volutamente non nominato i due di rispettiva competenza, per protesta, avendo deliberato la volontà di una diminuzione da 5 a 3 membri o la sostituzione con un manager unico.

Ma, durante la conferenza stampa congiunta con la Provincia di Lecce, ci si toglie qualche sassolino e si snocciolano i dati: quelli relativi al disavanzo di bilancio: -202.000 euro nel 2007, -182.000 nel 2008, che lievitano a -810.000 euro nel 2009.

Ancora, – 546.000 euro nel 2010 e -423.000 euro nel 2011.

Conti in rosso che potrebbero avere ripercussioni sui livelli occupazionali di circa 120 lavoratori.

“Manca una strategia per tamponare l’emorragia – dice il Presidente Antonio Gabellone -. E questo a causa della latitanza della Regione Puglia, socio al 51%, ma assente da 3 anni nelle sedute del CdA. Una miopia politica – continua il numero uno di Palazzo dei Celestini – che ha come unico responsabile il Governatore Vendola”.