Mantovano: “Benvenuti ispettori, svelino traffici illeciti in Ateneo”

alfredo mantovano

LECCE   –    Altro che visite di routine, queste sono le ispezioni che devono svelare i traffici illeciti dell’Ateneo. Il silenzio durato oltre un mese si rompe sulla questione rovente dell’Università del Salento. Alfredo Mantovano torna in campo e, pur senza mai nominare il Magnifico Rettore Domenico Laforgia, smentisce con le sue informazioni la versione di “visite di routine” riferita agli uomini del Ministero dell’Economia e delle Finanze in Ateneo.

“Altro che visite di routine – dice in sostanza Mantovano – si tratta delle ispezioni che io sollecitai al Ministero dell’Università”.

La sollecitazione porta la data dell’8 novembre scorso, quando Mantovano espose in Parlamento l’interrogazione firmata dall’ex sottosegretario e da altri 53 deputati, che riservava parole durissime al Rettore Laforgia.

In quell’occasione il Sottosegretario del MIUR Marco Rossi Doria annunciò ispezioni indirette cioè sollecitate, ma non svolte dal MIUR. Ispezioni arrivate nelle scorse ore, derubricate però dal vertice universitario in visite di routine.

Le cose, leggendo la nota di Mantovano, non starebbero proprio così: “Nell’augurare buon lavoro all’ispettore, il Dottor Antonio Barletti – scrive l’ex sottosegretario – inviato dalla Ragioneria generale dello Stato, d’intesa col MIUR e col Ministero della Funzione Pubblica, auspico che dagli accertamenti che egli svolgerà emergano elementi di chiarezza sulle vicende delle quali purtroppo – continua Mantovano – si è reso noto chi guida l’Ateneo salentino”.

Dopo l’affondo a Domenico Laforgia, ecco l’auspicio di audizioni il più possibili ampie e a 360° gradi, di tutti i protagonisti della vita universitaria. “Sono certo che l’ispettore non mancherà di ascoltare tutti coloro che, dall’interno dell’Università, finora hanno documentalmente e motivatamente denunciato una serie di illegalità e di illiceità – dice ancora Mantovano – . Dell’Ateneo del Salento si dovrà riprendere a parlare per la qualità dei suoi studi e non per i traffici illeciti (la nota recita proprio così, “traffici illeciti”) che ne hanno caratterizzato la storia più recente; perché ciò avvenga, è però indispensabile che l'”operazione trasparenza”, chiesta (quasi) da tutti, dentro e fuori l’Università – conclude Mantovano – si realizzi senza sconti e senza trascurare nulla”.