L’ultimo atto di Ratzinger: “Il 12 maggio Santi i Martiri di Otranto”

Papa Ratzinger

OTRANTO (LE)  –  Sarà ricordato come il concistoro dell’addio. Quello durante il quale Papa Benedetto XVI ha annunciato, in latino, il ritiro dal Vaticano. La data ufficiale è fissata per il 28 febbraio prossimo. La notizia choc è stata annunciata proprio durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto per la quale c’era e tuttora c’è, un’attesa febbrile non solo nella città idruntina, ma in tutta la provincia di Lecce.

Il 12 maggio 2013, gli 800 Martiri, vittime dei Turchi, saranno proclamati Santi nel corso di un’unica cerimonia. Lo ha detto il Papa, pronunciando la formula latina per annunciare che gli 800 saranno annoverati tra i Santi della Chiesa Cattolica.

Il concistoro ha riguardato anche la canonizzazione di Laura Montoya e Maria Guadalupe Garcia.

La storia dei Martiri di Otranto è fortemente sentita in Puglia.

Il 28 luglio 1480, la perla dell’Adriatico fu assalita da una flotta turca comandata da Gedik Ahmed Pascià. La guarnigione aragonese che custodiva la città si ritirò, non potendo fronteggiare l’ondata turca e l’11 agosto le milizie musulmane invasero Otranto.

Per tre giorni fu il massacro. Poi il 14 agosto Ahmed Pascià ordinò di rastrellare tutti i superstiti di sesso maschile e d’età superiore ai 15 anni. Erano circa 800: fu loro proposta la scelta tra l’apostasia e la decapitazione.

Rispose per tutti Antonio Primaldo: “Fin qui ci siamo battuti per la patria e per salvare i nostri beni e la vita: ora bisogna battersi per Gesù Cristo e per salvare i nostri beni e le nostre anime“.

Allora, a gruppi di 50, i prigionieri furono portati sulla collina detta ‘di Minerva’, presso la città – quella che oggi è detta ‘collina dei Martiri’ – e vennero decapitati.