Campagna ‘Libera la domenica’, Confesercenti e CEI unite per la raccolta delle firme

schipa

All’interno del decreto ‘salva Italia’, l’attuale governo ha inserito un provvedimento per liberalizzare gli orari di apertura degli esercizi commerciali anche la domenica. Creata come deterrente contro la crisi e per incentivare i consumi di coloro che, lavorando durante la settimana, non hanno il tempo di fare acquisti, l’iniziativa non ha purtroppo ottenuto dei buoni risultati nei suoi primi 12 mesi di vita.

Nonostante i buoni propositi, si è venuta a creare una forte situazione di disagio in cui a farne le spese sono le piccole imprese a conduzione familiare che, non potendo usufruire della turnazione dei dipendenti come accade invece per i grandi centri commerciali, si trovano strozzate all’interno di una concorrenza senza pari che non permette loro neanche di riposare.

Dati alla mano, il Presidente nazionale di Confesercenti Marco Venturi, ha precisato che: “Negli ultimi anni in Italia sono state chiuse 100.000 imprese. A queste, si prevede, ne andranno aggiunte altre 81.000 che chiuderanno nei prossimi 5 anni, con la scomparsa di 202.000 posti di lavoro. Nel dettaglio, secondo la proiezione, sparirebbero 16.000 negozi di abbigliamento, più di 5.000 di calzature, quasi 7.000 di mobili ed elettrodomestici, 1.500 panetterie, oltre 2.000 negozi di fiori”.

Paragonandoci all’Europa, da mesi descritta da più parti come il faro guida per il nostro paese, in Germania, Francia, Spagna, Belgio, Olanda le saracinesche la domenica restano abbassate quasi sempre.

“Con la deregolamentazione non si liberalizza il mercato, nè si rilanciano l’economia e i consumi” ha dichiarato Antonio Schipa, Direttore provinciale della Confesercenti di Lecce, “come è dimostrato da tutti i dati. La liberalizzazione selvaggia rischia di far chiudere i negozi e bruciare posti di lavoro perché fa crescere i costi delle aziende e non le vendite. Non è un caso che la stragrande maggioranza dei commercianti è contraria alle aperture indiscriminate. I provvedimenti adottati dal governo Monti in questa materia finiscono per favorire pochi e forti soggetti economici a discapito di tante piccolissime imprese, la cui chiusura sarebbe un grave danno non solo economico ma anche sociale”.

Partendo da tutte queste considerazioni Confesercenti e CEI hanno lanciato la campagna ‘Libera la domenica’, una raccolta firme per inviare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che abolisca la liberalizzazione delle aperture degli esercizi commerciali restituendo alle Regioni il potere di disciplinare i calendari di apertura in base alle esigenze territoriali.

Lunedì 18 febbraio 2013 alle ore 10.30 presso la sede di Confesercenti Lecce, in via Dei Salesiani n° 15, si terrà una conferenza stampa per la presentazione dell’ iniziativa.

Parteciperanno Salvatore Santese (Presidente Confesercenti Lecce), Antonio Schipa (Direttore Confesercenti Lecce), Don Nicola Macculi (Diocesi di Lecce), Valentina Fragassi (Segretaria Filcams-CGIL Lecce), Carmela Tarantini (Segretaria Fisascat-CISL Lecce), Antonella Perrone (Segretaria Uiltucs-UIL Lecce).

Commenti

  1. Piero G. scrive:

    Alla domenica riportiamo i bambini nei parchi non dentro un centro commerciale perfavore