Aiuti al ‘Santa Lucia’? “Inutile anche chiederli”

flash-mob di 'Fratelli d'Italia'

LECCE  –   L’amarezza si percepisce tutta, tra i monosillabi sommessi del proprietario del ‘Santa Lucia’. “E’ andata così – ci dice, mentre si allontana con lo scooter- inutili anche da chiedere gli aiuti per mantenere in piedi la programmazione, non ci hanno dato una mano neppure per l’Arena”, la rassegna estiva.

Come dire, ora non è più tempo. Il salvataggio è impossibile. È un sasso nello stagno quello lanciato, anche involutamente, dalla proprietà.

Uno schiaffo un po’ a tutti, istituzioni e cittadini. Quando chiude un cinema, il terzo di fila in città dopo l’‘Ariston’ e l’‘Odeon’, c’è da chiedersi, infatti, di chi sia la responsabilità.

Pasquale dentro il ‘Santa Lucia’ ci ha lavorato per anni. Faceva il proiezionista, dentro la cabina. Un lavoro da film, appunto. L’amarcord è normale, ma la rabbia sotto pelle, rimane.

Lontani i tempi d’oro, gli anni ’60, lontani anche quelli più recenti, quelli delle sale piene del ‘Festival del Cinema Europeo’. Ora, in quello che è stato il punto di riferimento del rione ‘San Lazzaro’, bacheche vuote, nessuna pellicola da annunciare, un’insegna spenta.

È perchè questa storia non passi nell’indifferenza generale che hanno voluto organizzare in mattinata un flash-mob i militanti di ‘Fratelli d’Italia’.

Al posto del cinema più antico della città, inaugurato nel 1950 e riammodernato nel 2005, si dice nascerà un supermarket o comunque negozi.

Dalla proprietà nessuna conferma di vendita, ancora.

E l’appello che da più parti è indirizzato a Palazzo Carafa è che la destinazione d’uso non venga modificata.