Estorsione alla SGM, “Matarrelli non era mafioso”

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LECCE   –   Cade l’aggravante mafiosa e viene ulteriormente scontata in appello la condanna per Giuseppe Mauro Matarrelli, l’imprenditore leccese accusato di pressioni alla società mista del Comune, SGM, per il servizio di rimozione coatta.

I fatti risalgono al 2003.

In quel periodo i finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria stavano indagando sugli attentati e le minacce subiti da alcuni dirigenti della società mista, in particolare Massimo Dicecca all’epoca Direttore di esercizio della SGM – che in una lettera ricostruiva l’incontro avuto con Matarrelli che, facendo riferimento esplicito a conoscenze negli ambienti della criminalità organizzata, pretendeva che i suoi mezzi fossero preferiti nel servizio della rimozione coatta piuttosto che quelli della SGM.

In 1° grado, i Giudici della I Sezione Penale avevano condannato l’imprenditore a 3 anni e mezzo – a fronte dei 7 chiesti dall’accusa, rappresentata dal PM Marco D’Agostino – per tentata estorsione con l’aggravante della modalità mafiosa.

In appello quest’ultima aggravante è caduta e la condanna per Matarrelli, difeso dall’Avvocato Umberto Leo, è stata ridotta a 2 anni e 8 mesi.