Arrivano le nuove farmacie, ma è già guerra legale

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Riscoppia la ‘guerra delle farmacie’. Ne apriranno 65 di nuove  nel Salento: 19 nel brindisino, 25 nel tarantino e 41 solo in provincia di Lecce. Ma si prepara a riesplodere anche la marea di vecchi contenziosi già in piedi e di nuovi pronti a scatenarsi.

La Regione Puglia, infatti, ha pubblicato il bando straordinario per l’assegnazione delle nuove sedi, dopo il dietrofront a cui è stata costretta a luglio, quando ha dovuto annullare il precedente, poiché mancava ancora la piattaforma on line per validare i concorsi.

Il nuovo parametro si base su un nuovo criterio territoriale: una farmacia ogni 3.300 abitanti. Ecco perchè in provincia di Lecce, alle 228 già aperte, se ne aggiungeranno altri 41, di cui 4 a Lecce-città, mentre il capoluogo brindisino ne ospiterà altre 3.

Il fine, introdotto a livello nazionale dal decreto ‘salva-Italia’, è  nobile: aprire a un numero maggiore di aspiranti un settore che è considerato in mano ad una casta, oltre a garantire una più capillare presenza sul territorio. Il mezzo, però, genera non poche perplessità. La prima è che “è un bando che sbarra la strada ai giovani – spiega il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti Domeico Di Tolla -. È solo per titoli, non prevede anche un test o una prova pratica. Ed è normale che i giovani hanno necessariamente meno possibilità dei più anziani. Sarebbe stato il caso di dividere le categorie in under e over 40. Inoltre, è richiesta l’iscrizione all’Ordine, che è costosa, deterrente per molti neolaureati e disoccupati”.

Certo, è possibile consorziarsi, ma “in tempi di riduzione della spesa farmaceutica – continua Di Tolla – portare avanti una sede in 4-5 lavoratori non è semplice”.

La seconda criticità è quella che già spiana la strada ai contenziosi: l’individuazione delle nuove zone da assegnare, senza però la rideterminazione delle aree di competenza delle farmacie già esistenti.

“È mancata, dunque, la ridefinizione delle piante organiche e – denuncia Di Tolla – rischiano di rimanere scoperte le zone più periferiche”.

A Lecce-città, il neo maggiore: sulla scelta delle nuove sedi avrebbe dovuto esprimersi, nella scorsa primavera, il Consiglio comunale, che in quel momento era sciolto perchè in campagna elettorale per le Amministrative.

Ma in tutto questo groviglio, spunta il terzo nodo: questo nuovo bando con durata biennale, si interseca con  una graduatoria già esistente, risultato di un bando non solo per titoli ma anche per esami, del 2009, con validità quadriennale.

E’ ovvio che questo creerà problemi e confusione e ha già portato a inevitabili ricorsi. “Eppure – continua Di Tolla – la regione non ha spiegato che, se dovesse perdere in questa battaglia legale, quest’ultimo bando straordinario sarà inutile”.