Il percorso cicloturistico tra amianto e rifiuti speciali

Chiesa della Madonna d'Aurio - Giorgilorio

SURBO (LE)   –  Si passeggia e si corre tra i rifiuti, respirando fibre di amianto. Il percorso cicloturistico, che da Giorgilorio porta alla Chiesa della Madonna d’Aurio, di certo è il biglietto da visita meno salutare che si potesse avere.

Sono circa 4 km, costellati  da piccoli ma sempre costanti depositi incontrollati di rifiuti.

Non spazzatura qualsiasi, ma rifiuti speciali e spesso pericolosi che non di rado finiscono in cenere, specie durante i roghi estivi che qui ritornano puntuali.

Il rischio più insidioso, però, è in questi frammenti minuscoli in cui si sono sbriciolate le lastre di eternit, depositate qui da oltre un anno. Tante, non si contano. Ma c’è anche altro. Ci sono gli elettrodomestici, pericolosi a causa dei filtri che contengono e che rilasciano sul terreno sostanze nocive: i clorofluorocarburi nei frigoriferi, il piombo dai tubi catodici, da cui viene fuori anche il cadmio, sostanza cancerogena.

In alcuni apparecchi, è presente il mercurio, l’esposizione al quale, specie per bambini e donne in gravidanza, provoca l’inibizione dello sviluppo mentale. E poi un altro cancerogeno, il tristemente noto cromo esavalente, contenuto in diversi apparecchi elettrici.

Ecco cosa c’è dietro il gesto che può sembrare innocuo dell’abbandono dei rifiuti. E lo stesso vale anche qui, in questa striscia che pare terra di nessuno, perchè per un po’ ricade nel feudo di Surbo e un po’ in quello di Lecce. Il rimpallo di competenze e di responsabilità è il muro di gomma contro cui finora si è scontrato chi ha chiesto di intervenire.

Luisella e… percorrono più volte alla settimana questa, che è Contrada Ghermi, la stessa in cui si trova la masseria che sarà trasformata in dimora per i senzatetto di Lecce. Tutt’intorno alla Chiesetta, un puzzle di masserie in abbandono e il parco eolico di Surbo. È inoltrandoci lungo questo tratturo che spunta quella che sembra una vera e propria discarica.

Si è più volte scritto ai Comuni di competenza e alle forze dell’ordine. Nel frattempo i rifiuti aumentano, sotto lo sguardo di chi finora è rimasto senza risposte.