Taglio alle borse di studio: a rischio 800 universitari

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LECCE   Sono 800 gli studenti dell’Università del Salento che rischiano di perdere, il prossimo anno, la borsa di studio. La stretta voluta  dal nuovo decreto partorito dal Ministro Francesco Profumo rischia di trasformarsi in una vera e propria ghigliottina sulla testa degli universitari che frequentano a Lecce.

È per questo che l’Associazione ‘Link-UDU’ ha chiesto a Vendola e all’Assessore regionale allo Studio, Alba Sasso, di opporsi all’approvazione del provvedimento nella Conferenza Stato-Regioni del 7 febbraio.

I calcoli fatti dal sindacato degli studenti lasciano spazio a poche fantasie. Su 3.405 studenti idonei che usufruiscono, al 90%, della borsa di studio quest’anno, potrebbero essere tagliati fuori in oltre 800.

E’ il parametro sul reddito il più preoccupante, perchè, finora omogeneo, si differenzia ora per le regioni del centro, del nord e del sud, passando dai 20.000 euro ai 17.000 ai nostrani 14.300 euro.

Tradotto, significa che chi ha un ISEE superiore a questa soglia è escluso dall’idoneità alla borsa di studio. A Lecce sarebbero in 392.

A questi si aggiungono 416 altri universitari che non rientrerebbero, in base alla proiezione fatta sui numeri 2012, nelle fasce di merito, perchè i crediti accumulati entro agosto e al di sotto dei quali si è esclusi subiscono un’impennata di 10 punti in media in più.

Viene introdotto anche il limite d’età per poter presentare domanda: 25 anni per le lauree triennali, 32 per le specialistiche e magistrali.

Si riducono anche gli importi delle borse, per chi almeno risulta in sede e pendolare,  a vantaggio dei fuori sede. Che però, saranno una cerchia più ristretta:  si passa da 65 a 75 minuti di percorrenza da casa all’Ateneo.

Lo stato di agitazione è solo agli inizi. A conti fatti, i fondi attualmente necessari per Lecce ammonterebbero a 10.412.ooo euro, dimezzati a 5 milioni con i nuovi criteri.

E con la metà, 2.400.000 euro, già pagata di tasca propria dagli studenti.