Incidente all’Ilva: carico di carbone finisce in mare. E’ allarme

TARANTO   –   Sono le 7 del mattino e questo è il mare di Taranto.  E’ carbone la sostanza che galleggia sulla distesa d’acqua davanti alla banchina del secondo sporgente del porto tarantino. Carbone finito in mare durante le operazioni di scarico.

Solo una parte, per fortuna, delle 81.000 tonnellate di materia prima destinata all’acciaieria Ilva.

Il minerale sarebbe precipitato accidentalmente in mare mentre veniva scaricato dalla ‘Kambanos Valletta’, nave battente bandiera maltese, arrivata proprio per fornire il siderurgico. Durante le operazioni di scarico qualcosa però è andata storta, ed una quantità di carbone è precipitata nello specchio d’acqua davanti alle banchine, provocando le grosse chiazze che vedete galleggiare.

L’allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono intervenute le motovedette della Capitaneria di Porto e i mezzi della società ‘Ecotaras’, specializzata in interventi di disinquinamento. Gli esperti della ‘Ecotaras’ hanno subito circoscritto la zona per evitare che la macchia nera si allargasse ulteriormente.

Gli uomini della Capitaneria di Porto, invece, hanno avviato subito le indagini per comprendere la dinamica dell’incidente. Sul posto anche Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e ancora gli uomini dell’Autorità Portuale e dell’Ilva stessa. Alcuni campionamenti di acqua sono stati prelevati inoltre dai tecnici dell’ARPA e saranno portati in laboratorio per essere analizzati.

Sono immagini che fanno male. Il nero carbone sull’azzuro del mare. Di  Mar Grande. E Taranto sembra sprofondarci dentro.

Sembra annegare nella piaga di un ambiente violato.

Si è svegliata 24 ore prime immersa dal fortissimo odore di gas. E all’indomani, col carbone in mare.

E torna a lavorare l’ARPA. E torna o meglio resta e, forse, aumenta, l’allarme inquinamento.