Affitti comunali, scontro in Commissione Bilancio

palazzo carafa

LECCE  –  Fitti passivi e attivi del Comune di Lecce. Scontro in Commissione sui criteri utilizzati per la rinegoziazione dei contratti stipulati dall’Amministrazione. Il fascicolo è approdato sul banco dei Consiglieri della Commissione Bilancio che hanno analizzato i contratti rinegoziati e disdetti da parte dell’Amministrazione alla luce della spending review che, fra l’altro, ha bloccato anche gli aggiornamenti ISTAT.

A precisare che l’iniziativa era stata già intrapresa dalla giunta nel 2010, è stato il Dirigente Maria Luisa De Salvo.

Quando è subentrata la norma di tagli imposti dal Governo centrale, sono stati ulteriormente rinegoziati e altri immobili sono in corso di revisione.

Ma a far esplodere la polemica sono stati i gruppi di opposizione: Lecce Bene Comune e il Partito Democratico.

Carlo Salvemini ha chiesto quali criteri sono stati utilizzati, se sono stati seguiti i parametri dell’Agenzia del Territorio e se tutti gli immobili contattati hanno accetto la rinegoziazione. Sotto la lente dei Commissari, immobili come quello in via XX Settembre, sede dei Lavori pubblici.

Il contratto passa dai 103.000 più IVA a 75.000 euro IVA compresa.

Abbattimento del 50% per gli uffici comunali di via Lombardia: da 212.000 euro a 120.000.

Maggiore attenzione è stata rivolta agli Uffici di Collocamento ubicati presso il Centrum’, il quale contratto ha subito una lieve ritoccata, da 119.000 euro a 110.000 euro.

Su questi dati il Capogruppo Salvemini ha chiesto maggiori delucidazioni. Il Dirigente De Salvo ha precisato che la rinegoziazione è in corso.

Come anche Palazzo Carafa starebbe tentando di ribassare il canone che paga per la sede del Comando dei Vigili Urbani di viale Rossini. Affitto passato da 250.000 euro a 236.000 euro. Ma ancora troppo alto, secondo l’Amministrazione.

Fra gli immobili rilasciati ci sono gli Uffici Cimiteriali di via Argento e la sede della Circoscrizione Leuca in via Pordenone. Sede ritenuta inutile, poiché le Circoscrizioni sono state cancellate.

Fra i canoni più alti che l’Amministrazione paga il primo posto resta agli uffici della discordia, ossia il Tribunale di via Brenta: 1 milione 767.000 euro.