Vertenza 118: il 13 l’ultima spiaggia

protesta 118

LECCE   –  L’ultima cartuccia sarà sparata sul tavolo regionale convocato per il 13 febbraio. È lì che l’Assessore regionale alla Sanità, Ettore Attolini, dovrà cercare di spiegare, ai sindacati di riferimento di tutta la Puglia, che l’internalizzazione del 118 a Lecce, s’ha da fare e che, soprattutto, quello che si è tentato di fare qui, poi congelato, non può essere ripetuto altrove.

Un modo per tentare la tregua con gli operatori delle onlus che prestano servizio nelle altre ASL e che soprattutto a Brindisi e Bari, hanno alimentato le proteste, chiedendo di essere internalizzati come a Lecce. È il fardello di questa aspettativa, tramutatasi in rivendicazione, in piena campagna elettorale, ad aver costretto i vertici regionali a chiedere alla ASL leccese di sospendere l’internalizzazione che avrebbe dovuto partire lo scorso 1° febbraio, di 46 operatori.

La differenza è netta. E i 15 autisti e 31 ausiliari delle ditte Ikebana e Meleleo, in occupazione della Direzione generale da 12 giorni, sono tornati a ribadirlo ai piedi della Prefettura, in via XXV Luglio.

Il caso leccese è diverso, dunque, poiché l’internalizzazione in Sanitaservice non riguarda i volontari delle associazioni che gestiscono alcuni presidi, ma i dipendenti di due società a cui, dal 2003, sono affidate due postazioni a  Casarano, oltre a quelle di Ugento, Gallipoli, Otranto e  Scorrano. 

E questo per un totale annuo di 1.224.432 a Ikebana e 378.949 a Meleleo. È quella spesa – e non una nuova spesa, come accadrebbe necessariamente con l’internalizzazione dei volontari delle onlus – che dovrebbe essere assorbita da Sanitaservice, la società in house della ASL. Per il momento alle ditte è stata concessa un’ulteriore proroga, ma sulla testa dei dipendenti pende già la prospettiva del licenziamento.

Nel frattempo si cerca di farsi sentire e di spiegare. L’incontro del 13 è l’ultima spiaggia per cercare di venire fuori dall’impasse, almeno prima della prossima tornata elettorale.