Schilardi: “Modificare il Titolo V della Costituzione”

Carlo Schilardi

LECCE  –   Le modifiche, fino ad ora operate, alla Costituzione italiana non sono sufficienti. Si dovrebbe fare di più. Ne è convinto Carlo Schilardi, Prefetto di Bari fino al 2011 e attualmente impegnato al Consiglio di Stato, l’organo d’appello dei Tribunali Amministrativi Regionali.

Schilardi, profondo conoscitore della Carta Costituzionale, intervistato dal Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso, ha ripercorso la storia della legge fondamentale dello Stato.

Da come fu immaginata e scritta dai padri costituenti a come poi, in realtà, è divenuta molto diversa da quella attuata dalle istituzioni. Tanto da doverla modificare nel corso degli anni.

Eppure, ha detto Schilardi, non basta. Occorre rivedere il Titolo V, perché solo così si opererà un vero risparmio della spesa pubblica. E un modo per modificarla è quello di cambiare l’architettura dello Stato.

Schilardi, nel lungo intervento, ha anche ricordato come l’autonomia legislativa delle Regioni, di fatto, non sia una conquista che ha cambiato la storia, perché ha spiegato subito, le leggi sono poche e tutte uguali.

Il Consigliere di Stato ha poi toccato un tema caldo e sempreverde. Le indagini giudiziarie che coinvolgono i parlamentari. E lancia un monito ai colleghi magistrati penali.

Ultimo passaggio per Schilardi è ancora sui parlamentari. “Troppi cambi di casacca – ha detto – deludono il mandato conferito dai cittadini”.

L’occasione per approfondire gli aspetti più complessi della Costituzione Italiana è stato un incontro voluto dall’ANDE, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici in collaborazione con la Provincia di Lecce.