MPS-121, il PD: “D’Alema? Non c’entra”

Fritz Massa - Paolo Pagliaro

LECCE  –  Lo scandalo Monte dei Paschi di Siena infiamma il dibattito politico. A lanciare la pietra nello stagno con tanto di affondo al PD, sono stati gli esponenti di MIR, dal leader Samorì che a Bari ha aperto il caso Banca 121: “Se c’è stata una regia politica è giusto che emergano le responsabilità”.

Al Coordinatore regionale di MIR e candidato alla Camera, Paolo Pagliaro. A rispondere è il candidato alla Camera per il Partito Democratico, l’Avv. Fritz Massa, dalemiano di ferro che allontana le ombre sul partito Democratico e in particolare su Massimo D’Alema.

Il tema caldo che imbarazza il PD, è l’inchiesta sui derivati del Monte dei Paschi di Siena che si sta allargando a macchia d’olio su altre operazioni dubbie.

Nei giorni scorsi, sono spuntate nuove rivelazioni sull’acquisizione a prezzo gonfiato rispetto al valore reale di mercato di Banca Antonveneta.

Ma in Puglia, a far clamore in tempi non sospetti, con tanto di inchiesta aperta dalla Procura di Trani, furono i prodotti speculativi venduti ai risparmiatori, i pacchetti ‘My way’ e ‘4 you’, da parte di Banca 121, già Banca del Salento. Istituto di credito assorbito, come la Banca Antonveneta, dal Monte dei Paschi di Siena.

Sui costi lievitati rispetto al reale valore oggi si concentra l’attenzione della Magistratura che non è detto non possa allargare gli accertamenti ad altre operazioni finanziarie di MPS.

L’affondo politico di Pagliaro al PD è avvenuto nel corso della presentazione delle liste del MIR a Lecce.

A muso duro replica il Partito Democratico. Parla il candidato alla Camera, l’Avv. Fritz Massa: “Nell’operazione che vide MPS assorbire la 121 non c’entra nè l’allora PDS, nè D’Alema che avrà pure la caratteristica di chiarire sempre la sua posizione politica, ma non prende in alcun modo parte a operazioni finanziarie. Io non sono in grado di dire – prosegue – se 121 fu sovrastimata al momento dell’acquisto, ma ricordo che il dinamismo dell’allora Direttore De Bustis aveva acceso grande interesse, tanto che per l’acquisizione della 121 si erano fatti avanti altri colossi del credito. L’unica cosa che posso dire con certezza, per aver curato la difesa, è che nessuna delle diverse inchieste sui prodotti finanziari di 121 ‘My way’ e ‘4you’ è finita con una condanna: la Procura di Lecce addirittura archiviò il caso”.

Commenti

  1. antonio scrive:

    … strano, tutto strano…. se ne parlò in Parlamento e per quietare la furia e la disperazione dei poveri risparmiatori si decise l’apertura di tavoli di ” conciliazione ” alcuni ogni uno o due mesi e trattanti, credo, non più di 10 casi… quindi fumo negli occhi… da parte del MPS per risarcire gli investitori truffati. Il truffato, fortunato per essere stato inserito nel “tavolo”, se riconosciuto tale, doveva firmare una liberatoria, una carta di soddisfazione ed accettazione, se voleva indietro una minima parte del capitale investito…il resto era un pizzo !!!! io sono uno di quelli.