Lavoro in Italia e tasse in Portogallo. Sequestro milionario a 4 imprenditori

GdF

BRINDISI  –  L’attività operava in Italia. Ma la gestione finanziaria della stessa avveniva all’estero, in uno dei cosiddetti ‘paradisi fiscali’. Per questo motivo, i  militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi, all’esito di specifiche indagini economico-finanziarie, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo ‘per equivalente’ di beni e disponibilità finanziarie, nei confronti di 4 imprenditori portuali adriatici indagati per violazioni di carattere penale tributario.

Come dire, evasione fiscale, secondo l’Autorità Giudiziaria, per un milione e 300.000 euro. 

Questo il reato contestato agli imprenditori facenti capo ad una nota società brindisina  che opera nell’ambito del settore marittimo, già peraltro finita nel mirino dei Finanzieri la scorsa estate quando, nel giro di poche ore, furono prima sequestrati e poi dissequestrati beni per per una presunta evasione riguardante l’anno 2008.

Da lì, però, sarebbe poi partita un’indagine parallela che ha portato i Finanzieri fino in Portogallo, nell’isola di Madeira, alle Canarie. Secondo la Guardia di Finanza, la ditta brindisina avrebbe utilizzato una società off–shore per alleggerire in Portogallo il proprio carico fiscale.

Si tratta, insomma, di un caso ‘estero vestizione’ relativo agli anni che vanno dal 2007 al 2010.

Il sequestro preventivo ed equivalente dei beni ha così riguardato 5 appartamenti nel centro di Brindisi, un Suv, BMW, ma anche quote, titoli e disponibilità. In tutto, un milione e 300.000 euro.