Cesa chiude il caso Ferrarese e lo candida alla Regione

Lorenzo Cesa

BARI  –  Il voto utile è quello dato a PD e PDL? Ma nemmeno per sogno. Il vero voto utile, per il numero due dell’UDC nazionale, Lorenzo Cesa, è “quello dato al centro. All’UDC alla Camera e alla lista Monti al Senato”.

Cesa capolista a Montecitorio in Puglia approda a Bari per consacrare e benedire le liste dello scudo crociato.

Liste sofferte, che hanno lasciato ferite sul campo, dopo l’auto-esclusione del big brindisino Massimo Ferrarese. Ma Cesa getta acqua sul fuoco e chiude il capitolo, aggiungendo che l’ex presidente della provincia di Brindisi sarà, se vorrà, il candidato alle regionali. “Caso Ferrarese già rientrato. Non è che la politica la si fa solo nel Parlamento nazionale. Ci sono altre istituzioni – spiega Cesa – in cui si può svolgere il proprio ruolo. Penso lo abbia già fatto bene in Provincia. Lo può fare bene in Regione. Dipenderà da lui, ma auspico sia lui il candidato alle regionali”.

Anche per il maggiorente dell’UDC salentino Salvatore Ruggeri, il cui tira e molla tra Camera e Senato ha portato Ferrarese a gettare la spugna, il caso si è chiuso senza strascichi. “Io penso – dice – non ci siano mai stati attriti ma decisioni prese non dal partito ma da alcuni amici che non hanno voluto far parte di questa battaglia perché hanno altri pensieri. Ma nel partito posso garantire non ci sono mai stati attriti”. 

La presenza in sala del coordinatore brindisino Argese, dimissionario e poi rientrato al suo posto, forse conferma che le tensioni sono acqua passata.

Quanto alle alleanze postume e agli ammiccamenti tra i candidati Monti e Bersani, Ruggeri chiarisce: “Quando si chiariranno i rapporti con Vendola, allora si potrà anche dialogare”.

Posizione che poco dopo in una sala dal clima caldo, è stata ribadita anche da Cesa.

Il capolista alla Camera ha tenuto a sottolineare ai suoi che nel 2011 l’Italia guidata da Berlusconi era sull’orlo del precipizio. “Monti ha dovuto chiedere sacrifici agli italiani – ha detto –  ma ora quei sacrifici sono bastati ed è il momento della crescita. Non ci saranno manovre aggiuntive, da ora solo riforme”.

Poi ancora una stoccata a Berlusconi: “Non credete alle false promesse, torneremmo sul precipizio”.

L’affondo finale è della lady dell’UDC, Gabriella Carlucci. “Berlusconi dice che non ha avuto il tempo di fare leggi per la crescita? Mente”, ha tuonato l’ex sindaco. “Quello per fare 25 leggi ad personam, l’ha avuto e non solo in tema di giustizia, ma soprattutto per fare crescere la sua azienda”.