All’IMID ricoveri sospesi sulla pelle dei pazienti

Centro IMID

CAMPI SALENTINA (LE)  – Anna D’Amico è arrivata al presidio di Campi Salentina alle 9.30 del mattino. È affetta da Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) che, dopo il fallimento delle cure in America, riesce ad alleviare soltanto qui, da anni.

Stavolta, però, le hanno riferito che non potrà effettuare il ricovero nel Centro IMID retto dal Dottor Mauro Minelli. Non può farlo perchè vige il blocco dei ricoveri, disposto con nota dalla ASL di Lecce lo scorso 14 gennaio. La situazione si fa più critica.

Anna avverte crisi allergica e asmatica, tanto da dover ricorrere alle cure del punto di primo intervento. Di fronte al divieto di ricoverarsi e al rifiuto di essere trasferita al ‘Fazzi’, il marito decide di occupare il reparto al 4° piano. È costretto a fare da sé, non ci sono operatori sanitari, né ausiliari ad aiutarlo ad accompagnare sù la moglie, con scene che lasciano spazio a poche parole. Alla fine, dopo 4 ore , la deroga per il ricovero arriva, disposta dalla Direzione generale della ASL.

E’ la storia di Anna D’Amico, brindisina e tra l’altro Presidente dell’associazione dei pazienti IMID, a portare a galla quello che a Campi sta accadendo.

Il reparto è semivuoto. Sono rimaste solo 4 persone, perchè dimetterle, per le loro condizioni, è rischioso. Tra loro anche Daniela Vitolo, 29enne salernitana, qui da oltre un mese e mezzo. Il timore che debba lasciare la struttura c’è.

La sospensione dei nuovi ricoveri è temporanea, ma per il momento non si sa quando terminerà. Per i pazienti già presenti a Campi, invece, arrivano rassicurazioni.

Ma, perchè si è arrivati a questo punto? Di sotterraneo pare esserci un braccio di ferro con l’ordine dei medici.

Il fermo però ufficialmente è stato disposto “in attesa di definizione dei PACS”, vale a dire dei pacchetti assistenziali. In sostanza, significa che si sta formulando un insieme di prestazioni sanitarie che qui dovranno essere erogate e per cui si dovrà pagare un unico e non diversi, ticket d’ingresso.

La prima delibera ASL  è di quasi un anno fa, del 16 febbraio 2012, ma fino ad ora è rimasta nel cassetto dell’Assessorato regionale alla Sanità, che non l’hai mai approvata e non ha mai sbloccato l’impasse. Quello cioè che si è creato nel momento in cui a Campi è stato dismesso il reparto di Medicina, in cui venivano ricoverati anche i pazienti IMID.

Dopo allora, i posti-letto hanno continuato ad essere occupati, ma non sono stati identificati da un codice, il cosiddetto DRG, in relazione al quale le altre ASL devono corrispondere il costo del ricovero.  A carico dei pazienti, invece, è stato già deciso, sarà il pagamento della tariffa alberghiera giornaliera, circa 19 euro, perchè il modello che si vuol far partire qui è quello di unità di degenza territoriale.

Peccato, però, che il tira e molla o l’inerzia burocratica si stia attuando sulla pelle dei pazienti.

Commenti

  1. La signora Anna D’Amico è una paziente Imid, associata AAIAonlus (Associazione Ammalati Immunopatici Ambientali), già vicepresidente della suddetta associazione, in quanto una settimana fa si è dimessa dal direttivo. Inoltre non esiste più l’associazione Imid ammalati immunopatici, in quanto è stata sciolta lo scorso luglio. Al suo posto, quindi, l’8 luglio 2012 è stata fondata l’AAIAonlus, che si è già attivata presso la Regione Puglia,onde ottenere a stretto giro un incontro con il presidente Vendola e con l’assessore Attolini, al quale è già giunta una lettera, a firma della presidente AAIAonlus, la dottoressa Rita Bufalini, a nome dei numerossimi associati (ammalati immunopatici e loro familiari, dove si chiede un incontro e la soluzione a questa incresciosa situazione. Un Centro come l’ Imid di Campi Salentina, fiore all’occhiello della Sanità pugliese, non può essere dimenticato o ignorato dai decisori della sanità, che fino a 15 giorni fa, a Telenorba lo hanno definito la punta di diamante della sanità pugliese.

  2. maria scrive:

    ERA ORA CHE BLOCCASSERO I RICOVERI IN QUELLA MERDA DI REPARTO! SPERO PER IL BN DI TUTTI GLI AMMALATI DI MCS CHE RESTI CHIUSO PER SEMPRE ! QUESTA è SOLO UNA BELLA PROPAGANDA STUDIATA BN A TAVOLINO PER OTTENERE ALTRO…MI VIENE IL VOMITO E NN CAPISCO COME ALTRI AMMALATI POSSANO RIUSCIRE FINGERE A DISCAPITO DI ALTRI. mi rivolgo alla regione e all’assessore tenete chiuso quel centro o sarete responsabili anche voi di tante vite perse ..altro che fiore all’occhiello

    1. loredana scrive:

      Quella “m***a” di reparto e’ la situazione migliore che si e’ creata per una malata come te. Quale alternativa porti al posto del dottor Minelli ? Almeno Minelli si sforza di capire il problema e di offrire delle terapie, terapie di cui moltissimi malati hanno trovato soluzione ai loro problemi.E tutto cio’ completamente GRATUITO ! Tu con questo astio irresponsabile denoti che il problema non lo hai ancora risolto e che hai solo “invidia” che altri malati ci siano riusciti. Non sei contenta che molti malati stiano bene dopo essere stati da Minelli ? Certamente stai facendo un altro percorso, va bene, vuoi promuovere allora i tuoi miglioramenti e con quali terapie cosi’ da poterne giovare tutti ? E quanto ti e’ costato tutto ciò senza ricavarne niente ? Al dottor Minelli gli si dovrebbe fare una statua di riconoscimento, perche’ nonostante tutte le stranezze che un malato di mcs gli “propina” lui lo stesso ti da fiducia e ti offre un ricovero, nella speranza di poterti aiutare…ti pare poco ? e GRATIS ! Loredana

    2. alessandra scrive:

      scusami..ma ci sei stata nel centro???
      sei malata di mcs per dire questo,o conosci qualcuno?

      1. loredana scrive:

        Si, ed ho avuto solo risultati positivi. Si sono malata di mcs.E sono molto fiera di aver avuto la possibilità di essere stata paziente del dottor Minelli.Per questo mi dispiacerebbe molto la chiusura del reparto, perche’ altri malati/e come me non ne beneficerebbero. L’unico medico in Italia a cui non ho dato un euro e che mi ha curato con la vera medicina e non con la medicina “parole al vento”.Loredana

  3. I centri definiti fiore all’occhiello della sanità pugliese sono quei centri che aiutano i malati ,non mi risulta che il centro Imid di Campi Salentina sia una punta di diamante della sanità pugliese .
    Ci sono molte lacune personalmente ho chiesto i protocolli che vengono adottati …non ho mai ricevuto risposta .Sono tanti i malati che non hanno avuto benefici da quel centro ..un es. su tutti “i militari contaminati dall’uranio impoverito “.