TAP a Vernole, il Comitato svela l’accordo

percorso gasdotto TAP

VERNOLE  (LE)  –  Chi ha concordato il trasloco della TAP? O, per essere più precisi, gli amministratori di Vernole conoscevano o no l’ipotesi di spostare nella zona industriale il PRT, cioè la centrale di misurazione e decompressione del mega gasdotto che dovrebbe portare il combustibile dall’Azerbaijan in Europa?

L’ipotesi è stata annunciata nei giorni scorsi sulla stampa da Gianpaolo Russo, il country manager di TAP.

E la multinazionale sul suo sito, si era affrettata a precisare che il Comune non ne sapeva ancora niente. “Se la soluzione prospettata risulterà fattibile da un punto di vista tecnico, discuterà il tema con il Comune interessato, con il quale ha già preso contatti esclusivamente per acquisire la documentazione urbanistica”.

Il trasloco del PRT dalle vicinanze di Acquarica di Lecce – in un’area di alto valore paesaggistico e archeologico che aveva provocato il parere negativo del Ministero ai Beni Culturali – alla zona PIP di Vernole sarebbe quindi stata un’ipotesi coltivata dalla sola TAP: noi non sappiamo nulla, né ufficialmente, né ufficiosamente, era stata la news pubblicata dal sito del Comune di Vernole dalla giunta, Sindaco Mario Mangione in testa, che al tempo lo aveva anche ribadito nell’approfondimento telefonico del mattino di TeleRama.

Quindi, per ricapitolare: lo spostamento del PRT, la centrale di decompressione e misurazione del gasdotto nella zona industriale di Vernole sarebbe un’ipotesi autonoma di TAP, mai discussa con l’amministrazione comunale di Vernole.

Peccato che il Comitato ‘No TAP’ sia del parere che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio e sia quindi andato a scartabellare il progetto depositato al Ministero dell’Ambiente di TAP. Ed ecco che, a pagina 13, di uno dei documenti si legge una frase che smentisce clamorosamente la versione della decisione non concordata tra TAP e Comune di Vernole.

“Durante la fase di coinvolgimento delle parti interessate (stakeholders) – si legge nel documento – i rappresentanti del Comune di Vernole hanno chiesto che venisse valutata anche l’opzione 3, situata nella zona industriale dello stesso Comune. Questa opzione è stata scartata per via della lunghezza della condotta ad alta pressione e poiché la zona industriale disponibile non risultava di ampiezza adeguata per poter ospitare il PRT”.

Quindi, per riassumere: il trasloco in zona industriale era stato non concordato ma, addirittura, richiesto dal Comune di Vernole a TAP.

Era stata TAP che invece aveva rifiutato perché la distanza l’ampiezza della zona PIP non consentivano – di fatto – standard accettabili di sicurezza. Ma perché Vernole aveva richiesto di ubicare il PRT in zona industriale? Le motivazioni sono ancora misteriose, anche se qualche malpensante lega la richiesta alla possibilità per il Comune di riscuotere l’IMU, che andrebbe interamente allo stato nel caso dell’ubicazione fra le campagne di acquarica. Sarà così? Pensare che gli amministratori di Vernole abbiano barattato il sì a TAP per un piatto di lenticchie derivanti dall’IMU sarebbe davvero pensar male. E a pensar male – diceva Andreotti – si fa male. Ma raramente si sbaglia.