Arso vivo, Dora l’”amantide” avrebbe agito da sola

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BRINDISI – Nessun concorso, nessun altro indagato. La 42enne di Carovigno Dora Buongiorno, accusata di aver arso vivo il compagno Damiano De Fazio, avrebbe agito da sola. Il reato contestato è di omicidio pluriaggravato.

 Nessun complice, nessun concorso. Per  gli inquirenti della procura di Brindisi, la 42enne carovignese Dora Buongiorno avrebbe agito sola. Secono gli investigatori della squadra mobile di Brindisi e del commissariato di Mesagne, coordinatio dal pm Luca Buccheri, Dora avrebbe prima “drogato” Damiano De Fazio, versando ingenti dosi di tranquillanti nella minestra. Quindi, la sera del 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano,  lo avrebbe condotto in aperta campagna e qui, dopo averlo denudato, lo avrebbe cosparso di benzina per poi dargli fuoco, appiccato ai testicoli. Nessun altra persona avrebbe partecipto all’efferato delitto, il cui movente principale resta quello della vendetta e delle disperazioni.

Le testimonianze raccolte tra amici e famigliari della coppia confermano un quadro fam9igliare caratterizzato da violenze e sopprusi, che Dora, per circa 15 anni, avrebbe sopportato fino alle conseguenze più estreme. Picchiata, umiliata, usato come oggetto sessuale se non proprio come una schiava. L’episodio più grave nel settembre 2011, quando De Fazio avrebbe sequestrato la sua compagna, poi picchiata e cosparsa di benzina. Una versione dei fatti, sembrerebbe, confermata dalla stessa donna al momento del fermo, ma poi ritrattata in seguito quando, affiancata dal legale Roberto Cavalera, la 42enne si sarebbe chiusa in un agghiacciante silenzio. Resta certo che, in base ai test effettuati sulla salma di De Fazio, l’uomo sia stato sedato. Resta da capire se con lo stesso principio attivo presente nel medicinale ricettato alla stessa Buongiorno., che resta in cella, nella sezione femminile del carcere di Lecce. Per lei, l’accusa è di omicidio pluriaggravato.