Rapporto ‘Caritas’ shock: povero un leccese su tre

'Caritas'

LECCE  –  “Sono nata in provincia di Lecce e ho 55 anni. Vivo con mio marito che è affetto da Alzheimer. Ricevo e ho ricevuto aiuto solo dalla Caritas”. È questa una delle testimonianze più sensibili e che più svelano la realtà amarissima portata a galla da “non uno, di più”, il II Rapporto sulla povertà presentato dalla ‘Caritas’ diocesana nel Cineteatro dei Salesiani, a Lecce. I numeri sono impietosi.

Un leccese su tre è scivolato nel baratro della povertà. Cioè, 8.000 famiglie su 36.000, nella sola città capoluogo, vive con un reddito inferiore ai 7.000 €, a volte con una pensione da 450 € mensili. Spesso, neanche con quella, ma con un contributo di 250 €.

Un’impennata che dal 2009 al 2012 ha visto passare la percentuale di indigenti dal 29 al 33%. Sull’intero territorio di indagine, che comprende Lecce e i 6 Comuni limitrofi di Arnesano, Lequile, Lizzanello, Monteroni, San Cesario, Surbo, su 167.000 abitanti, i disperati sono aumentati, in due anni, da 45.500 a 54.000 persone.

La sola ‘Casa della Carità’, attiva dalla Vigilia di Natale, ha ospitato già 600 persone. A ‘Casa Emmaus’, lo scorso anno ne sono state accolte 4.600, a fronte di 3.500, tre anni prima.

Poi c’è il capitolo assistenza sanitaria. Lo scorso anno la ‘Caritas’ ha erogato 1.800 prestazioni a cittadini che non ce la fanno a pagare il ticket. L’identikit dei nuovi poveri si fa sempre più comune. Vedove, ammalati, molti separati ingrossano le file alle mense e nei dormitori. Hanno un’età media di 55 anni, ma rispetto al 2011 aumenta anche la presenza dei giovani, dai 19 ai 24 anni.

Non si tratta dunque solo di stranieri, che pure sempre di più si rivolgono ai Centri d’Ascolto. Il problema però rimane sempre lo stesso.