Killer a processo, negata la perizia psichiatrica e le intercettazioni diventano prove

Tribunale di Brindisi

BRINDISI  –  “Giovanni Vantaggiato è cosciente ed è in grado di partecipare consapevolmente al processo”. La Corte d’Assise rigetta, dunque, la richiesta di perizia relativa alla capacità di stare in giudizio.

Presidente e giuria si riservano invece di decidere sull’imputabilità dell’imprenditore di Copertino e quindi, sull’eventuale perizia che valuterà la capacità di intendere e di volere.

A tal proposito, la Corte si esprimerà solo dopo la trascrizione di un’intercettazione telefonica e di una serie di ambientali, ammesse come prove dal Giudice Domenico Cucchiara che ha nominato ad hoc, Angela D’Angelo, come perito.

La trascrizione inizierà il 2 febbraio e saranno necessari almeno 45 giorni per portare a termine il lavoro.

Colloqui che, secondo il PM Cataldi e il Procuratore Motta, dimostrano una vera e propria ‘orchestrazione’ da parte dello stragista della ‘Morvillo Falcone’, nel tentativo di passare per pazzo.

In quelle stesse conversazioni,  secondo l’Avvocato Franco Orlando ci sarebbe, invece, l’evidenza dei  problemi psichici di Vantaggiato.

Vanno però nella direzione opposta,  sottolinea Cucchiara nella lettura dell’ordinanza, sia la relazione dei consulenti di parte nominati dalla difesa del reo confesso, che la perizia del medico Alberto Tortorella.  Entrambe descrivono infatti una personalità lucida, orientata e coerente, lievemente depressa.

Valutazioni ascoltate in aula  da Cosimo Parato, ferito nell’attentato di Torre S.Susanna, dai genitori, dal nonno di Melissa e dalle compagne di scuola che, al termine dell’udienza, hanno urlato la loro rabbia nei confronti del 68enne di Copertino.

Vantaggiato torna in carcere e ci resterà almeno fino al giorno della sentenza, in seguito alla sospensione dei termini di custodia cautelare.

La prossima udienza è stata fissata per il 31 gennaio. Data in cui inizierà l’esame dei testimoni convocati dalla pubblica accusa. 16 le persone da ascoltare nella prima fase del dibattimento.

A cura di Maria Pia Mazzotta